Scuole a Teatro

Stagione 2026-2027

Stagione 2026-2027.

I TRE PORCELLINI (Compagnia I guardiani dell’Oca di Chieti).

16 Novembre, (fasce di età: Infanzia e Primaria).

Un viaggio affascinante in un classico della favola, la storia di un lupo che cerca di raccontare le sue maldestre avventure alle prese con tre porcellini giocosi e divertenti.

In un crescendo di emozioni e colpi di scena il lupo cercherà in tutti i modi di raccontare la storia tradizionale dal suo punto vista. 

“Ma perché se provo io a mangiare i porcellini tutti mi dicono male, mentre se li mangiate voi, nessuno dice niente”?!

ODISSEA (Compagnia Centro R.A.T. / Teatro dell’Acquario di Cosenza).

24 e 25 Novembre, (fasce di età: Primaria e Secondaria di I grado).

L’Odissea è la storia delle storie, il classico dei classici, un poema avvincente e straordinariamente affascinante, fondamentale come racconto per ragazzi. I temi trattati nell’Odissea sono una fonte infinita per la nostra umanità: il tema del viaggio e dell’avventura, della conoscenza e della curiosità verso il mondo, dell’accoglienza verso lo straniero, delle radici e del ritorno, la nostalgia per la propria patria, per i familiari, il desiderio di sopravvivere. Possono fornirci uno sguardo diverso su molti argomenti attuali e sempreverdi: l’onore, la pietà, la guerra, il rispetto, il pudore, l’amicizia, l’amore, la fratellanza.

Lo spettacolo, con la tecnica della narrazione a due voci, con l’ausilio del teatro delle ombre e delle video proiezioni, riesce a coinvolgere e ad emozionare i giovanissimi nel lungo viaggio verso la coscienza di essere uomo.

PINOCCHIO TESTADURA (Compagnia Teatrop di Lamezia).

4 Dicembre, (fasce di età: Infanzia e Primaria).

Il protagonista è Pinocchio con la sua curiosità di scoprire il mondo, tipica dell’uomo e di tutti i bambini. Le sue mirabolanti avventure vengono raccontate in rima. Come una cantastorie, l’attrice costruisce una narrazione con i disegni della sand art, realizzandoli dal vivo. È un gioco di continue trasformazioni, la sabbia si fa immagine.

Rime, filastrocche e canzoni stimolano i ragazzi all’ascolto. Giocando con le parole si possono comunicare storie che racchiudono temi complessi e universali.

Il racconto, fatto di immagini realizzate dal vivo, solletica l’esercizio dell’immaginazione nei ragazzi e li predispone alla formazione di un’educazione estetica. La sand art, con il suo mondo fatto di tante prospettive, angolature e piccoli dettagli, li porta a cercare una sintesi visiva del racconto. Col fine di cogliere la composizione armoniosa delle arti che generano lo spettacolo.

IL REGALO PERFETTO (Compagnia Centro R.A.T. / Teatro dell’Acquario di Cosenza).

14 – 15 – 16 – 17 Dicembre, (fasce di età: Infanzia e Primaria).

Tra montagne di scatoloni accumulati a perdita d’occhio e il ticchettio incessante degli orologi, al Polo Nord qualcosa si è rotto. Sommerso dalla valanga di lettere e richieste di regali che giungono da tutto il mondo, Babbo Natale ha perso la bussola. Convinto che il suo unico valore risieda nel numero di doni distribuiti, cade nella trappola della frenesia: più pacchi, più fretta, più numeri. Ossessionato dalla produttività, dai nastri colorati e dalle rigide scadenze della catena di montaggio dei giocattoli, trasforma il magico villaggio del Polo Nord in una fredda e frenetica fabbrica automatizzata, dimenticandosi dei suoi fedeli elfi, delle renne e persino del legame umano e delle risate. Nel tentativo di accontentare tutti, finisce per smarrire se stesso.

Attraverso un viaggio esilarante ed emotivo, fatto di gaffe comiche, incontri inaspettati e briciole di magia dimenticata, tra macchinari che vanno in tilt ed elfi pronti a tutto pur di scuotere il loro vecchio amico, Babbo Natale comprenderà che l’essenziale non si misura in centimetri di carta da regalo. Troverà finalmente il coraggio di premere l’interruttore e spegnere i motori della fabbrica, per riscoprire il valore della condivisione, dell’ascolto e il vero e luminoso spirito del Natale.

PANZA, CHISCIOTTE (Compagnia Centro R.A.T. / Teatro dell’Acquario – Collettivo Divanoproject).

25 Gennaio, (Fascia di età: Primaria).

PANZA, CHISCIOTTE racconta due sorelle, una casa da lasciare e una storia in cui si vuole rimanere.

È l’ultimo giorno nella casa in cui due bambine sono cresciute e resta ancora uno scatolone da chiudere. Una delle due si rifiuta di muoversi: trova tutto terribilmente noioso e inutile e non vuole decidere cosa portare via. L’altra corre da una parte all’altra, riempie scatole e getta oggetti senza guardarli, come se bastasse fare in fretta per non decidere nulla.

In uno scatolone sono rimaste alcune cose del padre: una giacca troppo grande, pochi oggetti e una vecchia copia illustrata di Don Chisciotte della Mancia. Il segnalibro è ancora fermo nel punto in cuila lettura si è interrotta. Nessuna delle due dice perché. La prima sorella decide che non possono lasciare la casa senza conoscere il finale; la seconda accetta di leggere soltanto per convincerla a partire.

Ma, appena il libro viene aperto, la stanza si spalanca sulla Mancia. Gli scatoloni diventano castelli e pianure, una sedia si trasforma nel magro Ronzinante e le maniche della giacca del padre formano un’armatura. La sorella che nella vita non vuole mai muoversi diventa Don Chisciotte e si lancia contro enormi mulini scambiati per giganti. Quella che corre senza fermarsi si ritrova invece nei panni di Sancho Panza, costretta a seguirla, proteggerla e raccogliere ciò che rompe lungo il cammino.

A ogni avventura la sorella più annoiata diventa più coraggiosa e incontenibile, mentre quella spericolata impara per la prima volta a fermarsi e ad avere paura per qualcuno.

Avvicinandosi all’ultima pagina, però, Chisciotte comprende che terminare il racconto significa anche chiudere lo scatolone e lasciare la propria casa. Decide allora che la storia non deve finire e inventa un ultimo, terribile gigante contro cui combattere.

Per poter partire, Panza e Chisciotte dovranno scrivere insieme un finale che nessuno ha mai scritto. Scopriranno che le storie non cambiano la realtà e non cancellano ciò che fa male, ma possono insegnarci ad abitarla senza smettere di immaginare ciò che viene dopo.

LE CARLOTTINE (Compagnia Errare Persona di Frosinone).

27 e 28 Gennaio, (Fasce di età: Primaria e Secondaria di I grado).

Carlottina è una bimba ariana nella Germania Nazista che ha una cara amica con cui gioca sempre, Carlotta. Carlottina e Carlottina giocano sempre insieme e si divertono ad interpretare la realtà a modo loro: così il termine ariani per loro diventa “pieni di aria o quelli che fanno le puzzette”, Il Fuhrer diventa Furio perché è sempre arrabbiato e Benito Mussolini diventa Bonito perché è convinto di essere bellissimo. Quando Carlotta è costretta da ebrea a portare la stella gialla, Carlottina escogita un piano per salvare la sua amica e il mondo, riempiendolo di stelle gialle. 

Carlottina è un piccolo personaggio inventato da Elsa Morante.

Le immagini proiettate durante lo spettacolo sono copie dei disegni originali degli internati del Lager di Terenzin detto il Lager dei bambini, su cui la compagnia ha fatto un lavoro di ricerca che confluisce anche in questo lavoro.

IN BOCCA AL LUPO (Compagnia Fontemaggiore di Perugia)

1 Febbraio, (Fasce di età: Infanzia, dai 4 anni, e Primaria).

“Oh caspita, il bambino si è svegliato… Hai visto che sorpresa Michele? oggi con te c’è papà!” Il problema è che lui… il cacciatore, non sa com’è che si tengono in braccio i bambini. Il suo mestiere è sempre stato andare nel bosco con il fucile in spalla, sin dai tempi di Cappuccetto Rosso. Forse ora è il caso di togliere gli scarponi, mettersi il grembiule e preparare il biberon.

“Un brutto scherzo… mi hanno nascosto la mamma!” Ecco invece cosa pensa il piccolo Michele barricato nella culla e siccome a questo gioco non ci sta, rifiuta qualsiasi biberon e smette di mangiare.

“E adesso come si fa? Facile: Michele partirà alla ricerca della mamma e il cacciatore alla ricerca del figlio scomparso, una culla e un fucile persi nel bosco. Sarà un viaggio di crescita per entrambi, di incontri tra capre golose, lepri sentinelle e ovviamente lupi.

LA CAPRA BALLERINA (Compagnia GranTeatrino Casa di Pulcinella di Bari)

15 Febbraio, (Fasce di età: Infanzia e Primaria)

La Capra Ballerina è una fiaba della tradizione regionale italiana dedicata al mondo infantile. E’uno schema narrativo semplicema arricchito da infinite varianti e da numerosi colpi di scena.

Nella fiaba si narra la storia di una vecchina che, dimenticando la porta di casa aperta,ha una brutta sorpresa. Al suo ritorno una simpatica Capra è entrata in casa e ha chiuso la porta. Che fare?

La nonnina, con l’aiuto del fido cane Gustavo, cerca di rientrare a casa ma la Capra non apre la porta. Alcuni animali della fattoria: un bue, un asino e un porcello, giunti in aiuto della vecchina, non ottengono, nonostante la buona volontà, alcun risultato.

Quando tutto sembra perduto due topolini, furbi e coraggiosi, riusciranno a risolvere l’inghippo.

La soluzione è semplice e allo stesso tempo geniale: l’unione fa la forza perché l’accoglienza è un bene prezioso.

RACCONTANDO PIRANDELLO (Compagnia Centro R.A.T. / Teatro dell’Acquario di Cosenza).

17 e 18 Febbraio, (Fasce di età: Secondaria di I e II grado).

“Un viaggio nella vita e nel teatro di Luigi Pirandello, raccontato, “cuntato” con leggerezza e sottile ironia da un attore, che a volte è uno, alcun altre nessuno e cert’altre centomila. Da solo sulla scena ma con la incisiva presenza di oggetti e di “fantasmi” che si cercano, si intrecciano e si rincorrono in un turbinio di immagini e parole che mette lo spettatore nella condizione di positivo sbandamento e comunque anch’esso al centro della giostra.

Frammenti, schegge di poesia e di lettere che contribuiscono a tratteggiare un affresco a tinte forti, di un “personaggio” protagonista del teatro e della letteratura italiana del 900, inventore di straordinari drammi e di atmosfere inquietanti. Lui si sentiva partecipe di quella crisi di inizio secolo, e non si limitò a vivere e rappresentare quel disagio, ma cercò una chiave di lettura per interpretarne le contraddizioni, per riderne e compatirne la sofferenza umana che ne deriva. L’ansia metafisica, il gusto dell’ignoto e dell’inconscio, le molte incertezze e contraddizioni della sua epoca, caratterizzano questo nuovo mondo dove tutto viene messo in discussione, dove le speranze di rinnovamento sociale e di progresso civile sembrano andate deluse. Pirandello se ne fa interprete e “pittore”.

MOBY DICK (Compagnia Centro R.A.T. / Teatro dell’Acquario di Cosenza).

19 Febbraio, (Fasce di età: Secondaria di I e II grado).

Moby Dick, allegoria dell’uomo alla ricerca di se stesso ed esplorazione del mistero. Nelle pagine di Melville si scopre che quell’abbandonare la sicurezza della terraferma, per puntare verso la verità del mare aperto, appaga per sempre l’istinto di qualsiasi Ulisse e l’ambizione di qualsiasi gioventù. La Pequod (il nome della baleniera del capitano Achab) si trasforma, preso il mare, in un microcosmo, in una medievale allegoria dell’uomo, del suo destino, delle sue scelte, o addirittura in un riassunto della storia dell’uomo. Achab, nella sua determinazione di lottare, sino all’autodistruzione o al sacrificio, per conoscere la verità assoluta (perché questo è il senso della sua caccia alla balena) scopre (per tutti noi) il limite fatale della sua follia che sta nella superbia, il peccato dei peccati.

Moby Dick di Hermann Melville è uno dei capolavori della letteratura americana, considerato opera fondamentale della letteratura mondiale.

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI (Compagnia Teatro Bertolt Brecht di Formia).

1 Marzo, (Fasce di età: Infanzia, dai 5 anni, e Primaria).

Lo spettacolo, liberamente ispirato al celebre romanzo di George Orwell, ne ricalca in chiave grottesca e comica la storia: in una fattoria la Fattrice sfrutta tutti gli animali per trarne il maggiore profitto. Il malcontento serpeggia tra di loro e, capitanati dal gruppo dei maiali, riescono a cacciare la terribile Fattrice e a prendere il comando della fattoria. Finalmente una nuova stagione aspetta gli animali, vengono riscritte le regole del vivere insieme e le speranze di tutti crescono e fanno sognare loro una vita migliore.

Però ben presto le cose cambiano, i maiali, più forti ed intelligenti di tutti, prendono il comando assoluto della fattoria tradendo la fiducia di tutti gli altri animali, arrivando ad accordarsi con la vecchia fattrice per la vendita dei loro prodotti.

Il finale è a sorpresa e coinvolgerà il giovane pubblico a trovare la soluzione. A raccontare tutto un asino e una cavalla che, ormai vecchi, ricordano quella stagione di speranze.

Musiche, costumi, pupazzi accompagnano il racconto con la meraviglia che solo il teatro di figura sa donare.

LA CICALA, LA FORMICA E… (Compagnia Eidos Teatro di Benevento).

8 Marzo, (Fasce di età: Infanzia, dai 4 anni, e Primaria).

Lo spettacolo è un omaggio a Jean de La Fontaine, che così come Esopo e Fedro, è stato maestro di vita per intere generazioni. Esso si snoda con una freschezza e una ritmicità tale da rendere sempre viva l’attenzione degli spettatori. Pur mantenendo una funzione fortemente affabulativa, utilizza un linguaggio teatrale totalmente nuovo e capace di accendere l’interesse di grandi e piccini.

La trama dello spettacolo si struttura agendo su un certo numero di racconti (Il Leone e il Topo, La Cicala e la Formica,Il Corvo e la Volpe, La Tartaruga e la Lepre e Il Topo di campagna e il Topo di città); racconti in cui La Fontaine, con insuperabile ironia e acutezza, attraverso i suoi animali, tratta la natura delle cose e analizza la complessità della natura umana mettendone a nudo debolezze, pregi e difetti.

La messa in scena, con estrema semplicità, pone l’accento sull’insegnamento della favola. Per tutti c’è una morale che ci insegna a destreggiarci nella vita. Semplici storie diventano pillole di saggezza quotidiana e morali universali per grandi e piccini.

ODISSEA (Compagnia Centro R.A.T. / Teatro dell’Acquario di Cosenza).

9 e 10 Marzo, (Fasce di età: Primaria e Secondaria di I grado).

L’Odissea è la storia delle storie, il classico dei classici, un poema avvincente e straordinariamente affascinante, fondamentale come racconto per ragazzi. I temi trattati nell’Odissea sono una fonte infinita per la nostra umanità: il tema del viaggio e dell’avventura, della conoscenza e della curiosità verso il mondo, dell’accoglienza verso lo straniero, delle radici e del ritorno, la nostalgia per la propria patria, per i familiari, il desiderio di sopravvivere. Possono fornirci uno sguardo diverso su molti argomenti attuali e sempreverdi: l’onore, la pietà, la guerra, il rispetto, il pudore, l’amicizia, l’amore, la fratellanza.

Lo spettacolo, con la tecnica della narrazione a due voci, con l’ausilio del teatro delle ombre e delle video proiezioni, riesce a coinvolgere e ad emozionare i giovanissimi nel lungo viaggio verso la coscienza di essere uomo.

LA PRINCIPESSA E IL DRAGO (Compagnia Teatrino dei Fondi di Pisa).

15 Marzo, (Fascia di età: Primaria).

Un drago sputa fuoco che dorme per l’incanto di una fata. Un Re che organizza feste per proteggere il proprio regno. Una Principessa un po’ ribelle costretta a rimanere nella sua stanza, quando tutti, ma proprio tutti, sono in piazza a festeggiare. Tutto sembra che vada come deve andare nel regno di Dragonia, fintantoché qualcuno, disubbidendo, finirà per combinare un bel guaio, risvegliando qualcosa di grande, di volante, di molto pesante!! Qualcosa che con il suo soffio è in grado di incenerire tutto ciò che incontra e che gli abitanti del regno hanno sempre ritenuto un pericolo da combattere e scacciare lontano. Inizia così la storia di un giovane musicista figlio di fornaio e di come riuscì a salvare il regno dopo che tutti i valorosi cavalieri avevano fallito nell’impresa.

Una fiaba originale, dove l’amore e la nobiltà d’animo vanno oltre le differenze sociali. Una storia che ci aiuta a riflettere sull’importanza di non fermarsi alle apparenze, di non aver paura del diverso da noi, della conoscenza e del dialogo per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi.

PETER PAN (Compagnia Molino d’Arte di Altamura).

5 Aprile, (Fasce di età: Infanzia, dai 4 anni, e Primaria).

La mamma vi riempie di impegni? Siete capaci di raccontare storie ma nessuno vuole starle a sentire? Siete aggrappati ad un passato che non riuscite a lasciare andare? Siete fedeli, affamati, indaffarati? Vi sentite in gabbia? Sapete arrabbiarvi con le persone a cui volete bene? Avete un famigerato nemico che vi procura spasmi al solo sentirlo nominare? Questa è la storia che fa per voi. 

Un’avventura senza tempo rivista in un modo inaspettato, in cui le scelte personali e la creatività conducono verso un quotidiano che può diventare fantastico a qualsiasi età. Comicità e dialoghi brillanti, effetti scenici e suggestioni immaginarie conducono lo spettatore in un viaggio favoloso, in situazioni inconsuete e paradossali nelle quali è facile riconoscere sé stessi e personaggi sono nell’immaginario fin dalla infanzia. Sulla base dell’originale testo inglese le scene si arricchiscono di novità, vicende curiose e inaspettate, conducono lo spettatore a cercare alleati, a ricordarsi antiche storie, a desiderare di raccontarle, a scegliere di crescere valorizzando la fantasia per la costruzione della propria identità. Si narra di come gli amici si appartengono, si vogliono bene, sanno valorizzare l’altro. Buffi oggetti scenici accompagnano il ritmo e il procedere dell’avventura. Una storia senza tempo in cui adulti e bambini si ritroveranno festosi, e di cui si sentirà il desiderio di continuare a parlare.

Stagione 2025-2026.

BUON COMPLEANNO GIULIO CONIGLIO! (Compagnia: GranTeatrino Casa di Pulcinella di Bari)

10 Novembre, (fasce di età: dai 3 ai 7 anni).

Giulio, amatissimo coniglio compie ben 25 anni. Ha lunghe orecchie pelose, è timido, buffo e molto generoso. Vive semplici e indimenticabili avventure insieme alla sua allegra compagnia di amici: Tommaso, un topo allegro e pasticcione; Caterina, l'oca abile cuoca; Valter, la volpe dispettosa, Laura la lumaca e molti altri. Nella nuova produzione del Granteatrino si avvicina il compleanno di Giulio Coniglio, ma lui è così distratto che se ne è dimenticato. Per fortuna ci sono i suoi amici a pensarci! Nato nel 1999 dalla geniale matita di Nicoletta Costa, Giulio Coniglio compie venticinque anni e si accinge, con l’impeto dell’indiscusso protagonista, verso nuove e ancor più colorate avventure in compagnia dei suoi amici di sempre. STAGIONE 2025/2026 DAI 3 AI 7 ANNI Lo spettacolo con pupazzi e narratori è rivolto al pubblico dei piccolissimi: tanti bambini, nel corso del tempo, si sono immedesimati in Giulio Coniglio e nelle sue avventure, nel suo dolce e poetico stupore nei confronti delle bellezze della Natura. Giulio sa rappresentare alla perfezione i sentimenti e i desideri dei più piccoli creando una originale empatia con tutti i suoi giovanissimi lettori-spettatori

Giulio, amatissimo coniglio compie ben 25 anni. Ha lunghe orecchie pelose, è timido, buffo e molto generoso. Vive semplici e indimenticabili avventure insieme alla sua allegra compagnia di amici: Tommaso, un topo allegro e pasticcione; Caterina, l’oca abile cuoca; Valter, la volpe dispettosa, Laura la lumaca e molti altri. Nella nuova produzione del Granteatrino si avvicina il compleanno di Giulio Coniglio, ma lui è così distratto che se ne è dimenticato. Per fortuna ci sono i suoi amici a pensarci! Nato nel 1999 dalla geniale matita di Nicoletta Costa, Giulio Coniglio compie venticinque anni e si accinge, con l’impeto dell’indiscusso protagonista, verso nuove e ancor più colorate avventure in compagnia dei suoi amici di sempre. Lo spettacolo con pupazzi e narratori è rivolto al pubblico dei piccolissimi: tanti bambini, nel corso del tempo, si sono immedesimati in Giulio Coniglio e nelle sue avventure, nel suo dolce e poetico stupore nei confronti delle bellezze della Natura. Giulio sa rappresentare alla perfezione i sentimenti e i desideri dei più piccoli creando una originale empatia con tutti i suoi giovanissimi lettori-spettatori.

MOBY DICK! (Compagnia: Centro R.A.T/Teatro dell’Acquario di Cosenza)

18-19 Novembre, (fasce di etá: secondaria di I e II grado).

Moby Dick, allegoria dell’uomo alla ricerca di se stesso ed esplorazione del mistero. Nelle pagine  di  Melville  si  scopre  che  quell’abbandonare  la  sicurezza  della  terraferma,  per puntare verso la verità del mare aperto, appaga per sempre l’istinto di qualsiasi Ulisse e l’ambizione di qualsiasi gioventù. La Pequod (il nome della baleniera del capitano Achab) si trasforma, preso il mare, in un microcosmo, in una medievale allegoria dell’uomo, del suo destino, delle sue scelte, o addirittura in un riassunto della storia dell’uomo. Achab, nella sua determinazione di lottare, sino all’autodistruzione o al sacrificio, per conoscere la verità assoluta (perché questo è il senso della sua caccia alla balena) scopre (per tutti noi) il limite fatale della sua follia che sta nella superbia, il peccato dei peccati. Moby  Dick  di  Hermann  Melville  è  uno  dei  capolavori  della  letteratura  americana,  considerato  opera  fondamentale  della letteratura mondiale.

ZEUS E IL FUOCO DEGLI DEI! (Compagnia: Teatro Verde di Roma)

24 Novembre, (fasce di etá: dai 5 anni, primaria e secondaria di I grado fino ai 12 anni).

Fulmini e saette! Zeus si è arrabbiato: qualcuno ha osato rubare il sacro fuoco degli dei e lo ha regalato agli uomini. Chi è stato? Su chi ricadrà la terribile vendetta del re degli dei? La nostra storia comincia dalla fine: Prometeo (ebbene si è stato lui!)giace incatenato ad una roccia tormentato da un’aquila che gli rode il fegato. La tragedia-commedia di Prometeo viene raccontata con un piglio ironico ma mai parodistico, in cui si percepisce l’audacia degli uomini e la prepotenza degli dei, incarnati in Zeus capriccioso quanto potente, invincibile quanto vendicativo. Le uniche armi a disposizione di Prometeo e degli uomini sono il coraggio e l’ironia. Basteranno? Come ogni tragedia che si rispetti, anche qui troveremo un coro: le tre Arpie ci accompagneranno per tutta la narrazione, confondendo il coro tragico con quello musicale…
Tra le incredibili scene e i coloratissimi costumi di Santuzza Calì, gli attori interpretano un esercito di personaggi, sdoppiandosi, alle volte triplicandosi in una giostra di cambi vorticosi e inattesi, per poi alla fine, al momento degli applausi, sorprendere il pubblico rivelando che in realtà erano solo in due!

L’AVVENTURA DELLA FRECCIA AZZURRA! (Compagnia: Teatrino dei Fondi di Pisa)

1 Dicembre, (fasce di etá: dai 5 anni e primaria).

La vetrina del negozio della Befana è un posto scintillante, pieno di giocattoli bellissimi: tutti i bambini e le bambine della città vorrebbero averli in dono… ma non tutti possono permetterseli, così molti di loro, invece di chiederli, si limitano a contemplarli, con il naso incollato al vetro del negozio: perché sognare, in fondo, non costa ancora nulla. Vero? Francesco è proprio uno di questi bambini: innamorato della Freccia Azzurra (il treno-giocattolo esposto in vetrina), si accontenta di guardarla da lontano mentre passa davanti al negozio tutte le volte che deve andare a scuola oppure al lavoro. Ma chi ha detto che i giocattoli dietro a quel vetro non ricambino il suo sguardo triste? E, soprattutto, chi ha deciso che i giocattoli un cuore non ce l’hanno?
L’Avventura della Freccia Azzurra, fiaba dolce-amara ispirata al capolavoro di Gianni Rodari, racconta il viaggio eroico di un colorato gruppo di giocattoli coraggiosi che, invece di rimanere nella vetrina sicura, sceglie di seguire il cuore, fuggendo dal negozio e mettendosi in marcia per provare a cambiare le regole. Lo spazio esterno, pericoloso e dominato solo dalla neve e dal vento, è lo specchio di un mondo ingiusto, pieno di individualismi e differenze sociali. Avventurandosi in questo luogo ostile, i giocattoli impareranno a dare valore alle cose che contano davvero: la solidarietà, l’amicizia e la speranza.

L’INSOLITO CAPPUCCETTO ROSSO! (Compagnia: Centro R.A.T/Teatro dell’Acquario di Cosenza)

10 Dicembre, (fasce di etá: dai 5 anni e primaria).

Da subito la narrazione della storia appare diversa, “insolita” appunto, con l’arrivo rocambolesco in scena di due personaggi che si interrogano sulla storia e cercano le parole per raccontarla in modo diverso. Via via che si va avanti i protagonisti sembrano essere i “soliti”: la mamma, il cacciatore, la nonna, con qualche irruzione di personaggi estranei alla storia, ma che il bosco delle favole lo conoscono bene! Nessuno di loro sembra davvero convinto della solita storia e così lo spettacolo prende una direzione diversa, diventa una sorta di indagine guidata dal cacciatore, che veste i panni di un novello Sherlock Holmes e che tra gag e battute ironiche, spinge il pubblico e i personaggi stessi ad un momento di riflessione: “C’è da scoprire cosa la bambina abbia fatto, nel bosco, prima di arrivare a casa della Nonna…” . Lo spettacolo cambia di livello e apre una finestra poetica, lieve, sulla storia, finalmente incontriamo i veri protagonisti, Cappuccetto e il Lupo, ma il loro incontro ha davvero portato ad una conclusione così terribile come viene raccontata nella favola? Quali sono le cose che devono davvero farci paura? Chi è davvero il “Lupo Cattivo”? Uno spettacolo che si disvela su due livelli differenti, uno ironico, divertente, colorato e uno più poetico, che spingerà verso riflessioni in cui noi grandi avremo modo di rispecchiarci, cogliendone le sfumature.

BABBO NATALE E IL MISTERO DELLA LISTA SCOMPARSA! (Compagnia: La Mansarda di Caserta)

15 Dicembre, (fasce di etá: infanzia e primaria).

Divertente spettacolo d’ambientazione natalizia, con i personaggi caratteristici noti a tutti i bambini: Babbo Natale, la Befana, il folletto tuttofare e la renna. Pretesto della storia è la gran confusione che regna, il giorno della vigilia, nell’ufficio di Babbo Natale, indaffarato a concludere la stesura della lista dei doni da consegnare, smistando la posta con la collaborazione del suo aiutante, il folletto Trock. In tutta questa confusione, viene smarrita la lista dei doni, e così, la consegna dei regali rischia di essere pregiudicata. Babbo Natale indaga: i suoi sospetti, naturalmente, ricadono su Trock, Alfredo e la Befana. Il finale inaspettato prelude il lieto fine, in perfetta armonia con lo spirito natalizio.

BABBO NATALE VA IN PENSIONE! (Compagnia: Eidos di Benevento)

17-18 Dicembre, (fasce di etá: infanzia e primaria).

Babbo Natale, dopo secoli di onorato servizio, decide finalmente che è giunta l’ora di andare in pensione. A chi lasciare il suo prestigioso incarico? Bisogna trovare qualcuno che abbia le capacità e l’esperienza per un ruolo tanto importante. Babbo Natale sottopone i suoi più fidati assistenti, gli elfi Ghiacciolina e Fioccodineve, ad una serie di prove. Riuscirà Babbo Natale a trovare il suo degno successore?
La messa in scena, che propone i personaggi caratteristici del Natale cari ai bambini, quali Babbo Natale e gli elfi natalizi, si sviluppa tra azioni e gag comiche, portando in scena uno spettacolo molto fisico e divertente, che chiederà l’aiuto concreto del pubblico.

PIETRO SALTATEMPO, IL FILO MAGICO! (Compagnia: I Teatrini di Napoli)

19 Gennaio, (fasce di etá: primaria e secondaria di I grado).

Pietro è un bambino che non sa aspettare. Il tempo, per lui, è solo un ostacolo per i  suoi  desideri.  Tutto  quello  che  desidera,  infatti,  vorrebbe  raggiungerlo  in  fretta. Perciò  non  riesce  ad  apprezzare  il  presente,  divenendo  presto  distratto, insofferente  alle  sue  richieste  e  indifferente  alle  sue  bellezze.  Anche  i  suoi sentimenti  vanno  di  fretta!  Maria  è  la  sua  amica  del  cuore,  ma  Pietro  vorrebbe essere  già  grande…  per  poterla  sposare!  Un  giorno  Pietro,  convinto  da  un improbabile suggerimento, corre alla ricerca del Tempo in persona, per chiedergli di aiutarlo e passare più in fretta. Lo troverà nel bosco, “… come tutti i misteri più vecchi…” e da lui riceverà un dono prezioso: “Questo è il filo della tua vita, Pietro…Ogni volta che vuoi che il tempo passi più in fretta, lo tiri e… ti trovi direttamente più in là, nel tempo… Ma fa’ attenzione! Perché quello che salti, non ti torna più indietro… Quindi… Vacci piano… Ci siamo capiti?…”. Ma si sa che i buoni propositi durano  poco,  anzi  pochissimo,  e  Pietro  si  ritroverà  a  ricorrere  al  suo  filo  magico  troppo  spesso  …  Per  noia,  indolenza, impazienza, desideri incalzanti, paure o insicurezze. Lo spettacolo si ispira a una fiaba popolare francese Il filo magico (Le fil magique).

IL MAGO DI OZ! (Compagnia: Teatro Bertolt Brecht di Formia).

26 Gennaio, (Fasce di etá: dai 5 anni e primaria).

Liberamente ispirato al romanzo di Frank Baum, pubblicato nel 1900, dal quale fu tratto il famoso film del 1932 THE WIZARD OF OZ, lo spettacolo IL MAGO DI OZ ripercorre tutte le tappe del fantastico viaggio di Dorothy, la bambina annoiata del Kansas. Il dottor Pirolozzi, stravagante e surreale medico e scienziato, cerca di curare Dora, una ragazza convinta di essere la Dorothy del favoloso mondo di OZ. Stanco delle sue continue fantasticherie, Il Dottore le organizza a sua insaputa una vera e propria messa in scena per farle vivere il favoloso viaggio e l’incontro con i fantastici personaggi del racconto. Ci riuscirà? Vedere per credere !!!

CENERENTOLA, UNA SCARPETTA PER TRE! (Compagnia:Matutateatro di Sezze, Latina).

9 Febbraio, (fasce di età: primaria).

Ispirato alla fiaba di Cenerentola, lo spettacolo è un gioco comico a tre. Una fiaba in forma di farsa. Un’occasione per le tre attrici di misurarsi con una storia universalmente nota che diviene materiale d’improvvisazione e canovaccio. Le attrici impegnate tutte in un doppio ruolo tessono una drammaturgia d’attore che svela in filigrana il suo debito con la Commedia dell’Arte. Una pochade che sa di mediterraneo, dal perlage fine e resistente. Un trascorrere del tempo morbido, incorniciato da una struttura complessa, in una contaminazione di costumi al gusto marshmallow. Il tocco surreale e pop delle attrici srotola il lato oscuro dell’ironia tra verità e finzione: la realtà non è data una volta per tutte, tutto può cambiare tutto può accadere, basta lasciarsi contaminare dall’incanto.
Una commedia adatta ad un pubblico di famiglie che si diverte seguendo i diversi livelli del noto racconto, che prende strade originali senza rinunciare alla morale classica. Nella casa di Cenerentola imperversano la matrigna e le sorellastre che vessano di continuo la povera ragazza fino all’arrivo in scena di una fata smemorata…

L’ISOLA DEI PIRATI! (Compagnia: I Guardiani dell’Oca di Chieti)

23 Febbraio, (fasce di età: infanzia e primaria).

Nel porticciolo di Sollenswith i giorni trascorrevano serenamente, quando all’improvviso, il giovane Rick trovò sulla spiaggia della baia delle balene una bottiglia con una mappa dentro, la mappa di un tesoro nascosto. Da quel giorno la vita di quel piccolo marinaio e non fu più la stessa. Rick fece di tutto per convincere gli abitanti di quel borgo di pescatori che bisognava partire per quella che si annunciava come la più grande avventura della sua vita. Ma molti erano i probabile, occorreva un equipaggio esperto, ma soprattutto una nave capace di solcare l’oceano senza timore. Nonostante le mille difficoltà, il ragazzo, aiutato da nonno Ralf e dai suoi allegri amici, riuscirà nell’impresa di partire per il mar dei Caraibi alla ricerca di quel misterioso tesoro. Tra colpi di scena, tempeste, bonacce e pirati cattivissimi, quella allegra e tenace comitiva approderà su l’isola senza nome, l’isola di Barba Blu, una isola non segnalata sulle carte nautiche.

RACCONTANDO PIRANDELLO! (Compagnia: Centro R.A.T/Teatro dell’Acquario di Cosenza)

4-5 Marzo, (fasce di etá: secondaria di I e II grado).


Un  viaggio  nella  vita  e  nel  teatro  di  Luigi  Pirandello,  raccontato,  “cuntato”  con leggerezza  e  sottile  ironia  da  un  attore,  che  a  volte  è  uno,  alcun’altre  nessuno  e cert’altre  centomila.  Da  solo  sulla  scena  ma  con  la  incisiva  presenza  di  oggetti  e  di “fantasmi”  che  si  cercano,  si  intrecciano  e  si  rincorrono  in  un  turbinio  di  immagini  e parole  che  mette  lo  spettatore  nella  condizione  di  positivo  sbandamento  e comunque anch’esso al centro della giostra. Frammenti,  schegge  di  poesia  e  di  lettere  che  contribuiscono  a  tratteggiare  un affresco a tinte forti, di un “personaggio” protagonista del teatro e della letteratura italiana  del  900,  inventore  di  straordinari  drammi  e  di  atmosfere  inquietanti.  Lui  si  sentiva  partecipe  di  quella  crisi  di  inizio secolo,  e  non  si  limitò  a  vivere  e  rappresentare  quel  disagio,  ma  cercò  una  chiave  di  lettura  per  interpretarne  le contraddizioni,  per  riderne  e  compatirne  la  sofferenza  umana  che  ne  deriva.  L’ansia  metafisica,  il  gusto  dell’ignoto  e dell’inconscio,  le  molte  incertezze  e  contraddizioni  della  sua  epoca,  caratterizzano  questo  nuovo  mondo  dove  tutto  viene messo in discussione, dove le speranze di rinnovamento sociale e di progresso civile sembrano andate deluse. Pirandello se ne fa interprete e “pittore”.

HANSEL E GRETEL! (Compagnia: Molino d’Arte di Altamura).

9 Marzo, (fasce di età: infanzia e primaria).

Nel bosco Hansel e Gretel si sono persi. Sono affamati e in cerca di cibo. Tra un litigio e un battibecco scoprono la casa della strega e cominciano a mangiare i dolci di cui è fatta. La strega li coglierà in flagranza di sgranocchiamento e li catturerà. Ma una inaspettata novità, porterà lo spettatore a conoscere una nuova strega con una nuova avventura con una chiave di lettura ALTRA della storia e con un nuovo lieto fine per tutti. Ma proprio tutti. Hansel e Gretel è uno spettacolo di pupazzi e attori. La vicenda comincia nel bosco in cui i due fratelli si perdono, e sin da subito Hansel attore e Gretel pupazzo interagiscono creando una serie di gag che conducono il giovane spettatore a una vicenda che si discosta dalla fiaba che tutti conoscono. Pur mantenendo il passo della narrazione sugli elementi classici della storia e su un modo di restituirla che mantiene saldi gli elementi della fiaba, la vicenda introduce grazie al personaggio della strega contenuti e spunti di riflessione sulla ricerca della propria identità, sull’inclusione, sulla diversità e sull’accoglienza. Il linguaggio del muppet rende il personaggio prossimo alla vita del bambino, al gioco intelligente che volge verso il moto empatico e mette in atto quel gioco del parteggio per il buono o per il cattivo che in teatro esula da qualsiasi giudizio e conduce verso il senso.

IN BOCCA AL LUPO! (Compagnia: Fontemaggiore di Perugia).

23 Marzo, (fasce di etá: infanzia dai 4 anni e primaria).

“Oh caspita, il bambino si è svegliato… Hai visto che sorpresa Michele? oggi con te c’è  papà!”  Il  problema  è  che  lui…  il  cacciatore,  non  sa  com’è  che  si  tengono  in braccio i bambini. Il suo mestiere è sempre stato andare nel bosco con il fucile in spalla,  sin  dai  tempi  di  Cappuccetto  Rosso.  Forse  ora  è  il  caso  di  togliere  gli scarponi, mettersi il grembiule e preparare il biberon. “Un  brutto  scherzo…  mi  hanno  nascosto  la  mamma!”  Ecco  invece  cosa  pensa  il piccolo  Michele  barricato  nella  culla  e  siccome  a  questo  gioco  non  ci  sta,  rifiuta qualsiasi biberon e smette di mangiare. “E adesso come si fa? Facile: Michele partirà alla ricerca della mamma e il cacciatore alla ricerca del figlio scomparso, una culla  e  un  fucile  persi  nel  bosco.  Sarà  un  viaggio  di  crescita  per  entrambi,  di  incontri  tra  capre  golose,  lepri  sentinelle  e ovviamente lupi.

L’INSOLITO CAPPUCCETTO ROSSO! (Compagnia: Centro R.A.T/Teatro dell’Acquario di Cosenza)

10 Aprile, (fasce di etá: dai 5 anni e primaria).

Da subito la narrazione della storia appare diversa, “insolita” appunto, con l’arrivo rocambolesco in scena di due personaggi che si interrogano sulla storia e cercano le parole per raccontarla in modo diverso. Via via che si va avanti i protagonisti sembrano essere i “soliti”: la mamma, il cacciatore, la nonna, con qualche irruzione di personaggi estranei alla storia, ma che il bosco delle favole lo conoscono bene! Nessuno di loro sembra davvero convinto della solita storia e così lo spettacolo prende una direzione diversa, diventa una sorta di indagine guidata dal cacciatore, che veste i panni di un novello Sherlock Holmes e che tra gag e battute ironiche, spinge il pubblico e i personaggi stessi ad un momento di riflessione: “C’è da scoprire cosa la bambina abbia fatto, nel bosco, prima di arrivare a casa della Nonna…” . Lo spettacolo cambia di livello e apre una finestra poetica, lieve, sulla storia, finalmente incontriamo i veri protagonisti, Cappuccetto e il Lupo, ma il loro incontro ha davvero portato ad una conclusione così terribile come viene raccontata nella favola? Quali sono le cose che devono davvero farci paura? Chi è davvero il “Lupo Cattivo”? Uno spettacolo che si disvela su due livelli differenti, uno ironico, divertente, colorato e uno più poetico, che spingerà verso riflessioni in cui noi grandi avremo modo di rispecchiarci, cogliendone le sfumature.