Fondazione Teatro Due
La casa d'argilla



di e regia
Lisa Ferlazzo Natoli
scrittura scenica collettiva
Con
Monica Angrisani, Valentina Curatoli, Tania Garribba, Alice Palazzi, Paola Tintinelli

scene e costumi Fabiana Di Marco
drammaturgia delle luci Luigi Biondi
musiche Gabriele Coen e Andrea Pandolfo
suono Fabio Vignaroli

Argilla, roccia nata dal fango, bianca e porosa, terra friabile pronta a sgretolarsi.
Casa, luogo parentale, abitato da fantasmi e memorie, mentre dall'esterno penetra, per le crepe dei muri, un'aria densa di sortilegi. Casa che emette voci, gemiti, sgocciolii d'acqua e suoni lontani.

Solo un tavolo lungo e stretto e cinque donne intorno, sei sedie. Interno dove guardare come dal buco di una serratura, primo piano su un'orda al femminile. Quattro donne appena tornate, la quinta le accoglie, forse le ha chiamate. Per assistere la madre morente? O per ricordarla? Ma è davvero la madre in quella camera chiusa? E' solo lei che sta morendo? Come fosse cibo, dopo una lunga astinenza, le donne consumano e divorano immagini e storie, desideri, rancori, memorie d'infanzia e ossessioni, mentre il giorno s'incrina nella notte e la notte nell'alba, il tempo bianco della vestizione. Quel tavolo, come una trappola per topi, espone i corpi e produce mutazioni: posture anomale, spazi inattesi, buchi temporali. Finzioni e travisamenti volontari. Si veglia una morte e una morte le veglia, il corpo resiste, ha una voce e un odore, si ostina a non voler morire. E una lotta s'ingaggia con i morti, in un'intimità meravigliosa e terribile, sgranando, come sul rosario di famiglia, un inventario e una conta dei defunti, un calendario di abbandoni precoci.