Libera Scena Ensemble

LA CORDA SENSIBILE
Marì, Rafè
Un grande amore di Raffaele Viviani


drammaturgia di Giuliano Longone
con
Alvia Reale, Antonio Franco
regia
Renato Carpentieri

Lo spettacolo è preceduto dalla proiezione di
UN AMORE SELVAGGIO del 1912,
il film ritrovato del giovane Viviani

In un prossimo futuro indagheranno sulle carte di un archivio che rinviene da un lontano passato e scopriranno lettere, cartoline, diari, memorie di una donna che si chiamava Maria.
E da quelle carte ormai antiche emergerà la storia di una donna, del suo amore, delle gioie e dei sacrifici che hanno segnato tutta la sua vita.
Quando Maria, quasi una bambina, vide per la prima volta Rafele sul palcoscenico del Teatro Nuovo, capì subito che quell'uomo, quell'artista, allora ancora agli inizi, avrebbe segnato tutta la sua esistenza. Lottò impavida contro pregiudizi e grettezze, vinse, e lo sposò. E l'arte di quell'uomo amò, protesse, difese con le unghie e con i denti per tutta la vita. E di quell'artista divenne la prima consigliera, la confidente, la complice assoluta, l'amante appassionata.
Eppure non ebbe quella vita che giovinetta aveva sognato, la vita romantica e zingaresca delle compagnie teatrali, la vita dei camerini, delle luci della ribalta, degli applausi, dei rossi sipari.
Ben presto la sua condizione di donna segnò il suo destino ed infranse quel suo sogno giovanile, i figli, la cura della casa e l'amministrazione delle finanze comuni la costrinsero a vivere separata dal suo uomo. E il dolore di questa separazione ha segnato tutta la vita di Maria e Rafele, e per illudersi di essere vicini si sono scritti migliaia di lettere, anche più volte al giorno. E queste lettere sono la testimonianza della forza e della profondità della loro unione.
E sulo pe' ve dicere Marì… Rafè… screvite 'e tirature 'e lettere? Gnorsì, nun 'o credite?

Giuliano Longone

 

UN AMORE SELVAGGIO
(Ripley's Film)
Il film del 1912 ritrovato del giovane Viviani

con Raffaele Viviani, Luisella Viviani

"Un amore selvaggio" è il primo film interpretato da Raffaele Viviani insieme alla sorella Luisella, unico documento in circolazione su Viviani giovane, allora ventiquattrenne.
Una pellicola del 1912 che si credeva perduta e che ora è stata recuperata grazie al restauro effettuato in Olanda.
Il film vede Raffaele e Luisella Viviani in una fosca vicenda ambientata in Sicilia. Il personaggio di Raffaele è quello di un lavoratore agricolo dal carattere violento e rissoso, il quale mal sopporta la corte che il figlio del padrone fa a sua sorella. La storia si avvia verso un risvolto tragico, ma alla fine tutto si risolve per il meglio.
Il film offre un tenue riverbero di quello che è stato Viviani. Ma se ne accorsero ance in Inghilterra dove, quando il film venne rappresentato nel settembre del 1912, il severo recensore del "Bioscope" giudicò l'interpretazione di Viviani "a wonderful strong and realistic performance, fierce and almost terribile in its intensity".

Questo reperto, insieme ad altri (lettere, foto, appunti, diari) costituiscono i materiali su cui lo spettacolo teatrale impernia la sua particolare struttura.