La signora Sofronia cerca Nina e la trova lì dove un pubblico aspetta un inizio, e l'inizio…ha inizio.
Un racconto diretto che scavalca i secoli e pone al centro una relazione antica: quella tra padrona e serva qui legate da una morsa indissolubile, che fa di due anime un corpo, di due personaggi una sola interprete.
Sofronia, feroce padrona che si nutre di potere, è l'odio. Nina, la serva che non piange mai, Nina la nera, l'amore.
Ognuna attraverso il proprio sguardo, evocherà vicende umane e fatti storici, ma per quanto la loro diversità/conflitto sia una questione antica, risale all'epoca di Carlo Magno infatti, lo spettacolo non vuole essere storico. La memoria gioca brutti scherzi ad autori e personaggi; ognuno aggiunge, distorce, annebbia per poter sopra-vivere la verità. La storia diventa quindi una traccia, un pretesto per attraversare temi attualissimi come la guerra e il potere (uniche dimensioni per una vita "privilegiata"), la vanità, la solitudine e il rapporto con la morte che attanaglia e spinge ad allontanare qualsiasi fragilità umana.
Il pubblico entrerà nella vicenda non solo inquanto testimone; a volte desiderato, altre respinto, sarà oggetto di un palleggio continuo tra presente e passato.
luci Vincent Longuemare
costumi Giulia Barbanente
con il sostegno del Teatro Kismet OperA