TEATRO MINIMO/ TEATRO SCALO

ACCADUEO'

Allestimento di
M. Bia, F. Ferrante, M. Santeramo, M. Sinisi
Scritto Da Michele Santeramo
con Franco Ferrante, Michele Sinisi


In 'sto mestiere d'essere ammazzati,
bisogna mica fare i difficili…
Celine

In un presente inventato, spostato nel tempo immaginario in cui ad inondazioni senza scampo seguono diciassette anni di siccità assoluta, in un mondo degli estremi in cui l'acqua o c'è in quantità eccessiva o non c'è in maniera assoluta, due persone tentano d'arrabattare la vita, cercano una forma qualunque di sopravvivenza, si plasmano in maniera strettamente legata alla troppa presenza o all'assenza di acqua.
L'oro blu. L'acqua potabile che fa vivere o ammalarsi o morire. Il possedimento più prezioso, che consente lo sviluppo di una società o scrive la sua condanna a morte, e che porta agli eccessi i caratteri e le reazioni di chi ne vive l'assenza. Se oggi rinunceremmo ad un sorso d'acqua per dissetare uno sconosciuto, e ci sentiremmo così più buoni e belli e biondi, in altre condizioni ammazzeremmo, probabilmente, per lo stesso sorso d'acqua.
Lo spettacolo tocca, mai dichiarandoli apertamente, i dati reali che oggi non consentono ad intere regioni del mondo di svilupparsi, lo spettacolo accenna ai 5.500 bambini che ogni giorno, ogni giorno, muoiono a causa dell'acqua, per la sua assenza o perché inquinata, accenna alle 30.000 persone che ogni giorno muoiono, per gli stessi motivi; paesi interi, piccole, ridenti cittadine che oggi ci sono domani non più, morte di sete.
Tutto parte da un'ondata d'acqua enorme, una inondazione, che ha il senso di cancellare tutto, di lasciare queste due persone sole e senza nulla, ciascuna in qualche maniera dipendente dall'altra. I due dovranno intanto asciugarsi, problema grande per chi nella vita sarà tre volte a contatto con l'acqua; e poi dovranno prepararsi: a evitare la sete per diciassette anni e ad essere pronti alla prossima inondazione; sono due persone che nonostante tutto scommettono sulla probabilità di esserci anche domani, e domani l'altro. Sono due persone che usano il futuro, il tempo più congeniale ai bambini e agli stupidi, a chi il passato non ce l'ha o deve dimenticarlo per sopravvivere. Sono due atei costretti a pregare, due uomini normali che sperano di poterla vivere, una vita normale; sono due uomini senza donne, senza figli, senza casa, senza vestiti, senza più neppure il cane. Perché l'acqua si paga, così va il mondo. E chi può beve, chi non può s'arrangia.