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Dedicato a Malika Boussouf y Susan Sontag
con l’ensemble dell’Odin Teatret
Regia di Eugenio Barba
Uno spettacolo dell’huldrefolk, il popolo
nascosto dei folletti, degli animali fantastici, delle fate e degli gnomi
intenti a celebrare il passaggio dell' homo sapiens-sapiens al nuovo millennio
" Credevano che il mondo fosse fatto solo per loro"
La civiltà scenica di origine europea soffre per la spaccatura
fra il teatro e la danza, quasi che essi fossero due differenti universi
espressivi. Sono invece un solo mondo che si articola poi in generi distinti,
ma radicati nell’esperienza unitaria di come il corpo-mente dell'attore/danzatore
diventa scenicamente presente.
Invece di teatro e danza si può infatti parlare di danza profonda
e di danza evidente. La danza profonda è tipica delle forme sceniche
classificate come non danza. La danza evidente si sgancia a volte da ogni
criterio mimico o narrativo per presentarsi come espressione pura del
dinamismo fisico.
Ogni spettacolo, però, è danza, nelle sue radici fisiche
e mentali, danza delle energie e del pensiero.
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