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DENTRO LO SCHELETRO DELLA BALENA
con l’ensemble dell’Odin Teatret
Regia di Eugenio Barba
Uno spettacolo sulla ritualità essenziale
del teatro. Ciò che resta quando il teatro ha perduto tutto, tranne
lo scheletro dell’azione: le storie sotterranee che guidano gli attori,
la relazione tra attori e spettatori, la ricerca di un contatto e di un
silenzio fecondo in cui ciascuno possa captare un suo senso. Le parole
di Matteo luccicano nelle tenebre simili ad una condanna o ad una speranza
ODE AL PROGRESSO
Dedicato a Malika Boussouf y Susan Sontag
con l’ensemble dell’Odin Teatret
Regia di Eugenio Barba
Uno spettacolo dell’huldrefolk, il popolo
nascosto dei folletti, degli animali fantastici, delle fate e degli gnomi
intenti a celebrare il passaggio dell' homo sapiens-sapiens al nuovo millennio
“Credevano che il mondo fosse fatto solo per loro”
La civiltà scenica di origine europea soffre per la spaccatura
fra il teatro e la danza, quasi che essi fossero due differenti universi
espressivi. Sono invece un solo mondo che si articola poi in generi distinti,
ma radicati nell’esperienza unitaria di come il corpo-mente dell'attore/danzatore
diventa scenicamente presente.
Invece di teatro e danza si può infatti parlare di danza profonda
e di danza evidente. La danza profonda è tipica delle forme sceniche
classificate come non danza. La danza evidente si sgancia a volte da ogni
criterio mimico o narrativo per presentarsi come espressione pura del
dinamismo fisico.
Ogni spettacolo, però, è danza, nelle sue radici fisiche
e mentali, danza delle energie e del pensiero.
ORÔ DI OTELLO
con Augusto Omolú
Regia di Eugenio Barba
Uno spettacolo che incrocia i ritmi delle
cerimonie sacre brasiliane del Candomblé con i brani dell’opera
lirica.
Leggendo Otello, il dramma di Shakespeare, un uomo di colore, elegantemente
vestito, è preso dalla storia e si identifica con i personaggi
principali - Otello, Desdemona, Iago - secondo le parole cantate nell’Otello
di Verdi. L’attore passa da un personaggio all’altro, facendoli dialogare
ma anche reagendo loro. La musica classica di Verdi è commentata,
sostenuta o contrappuntata dai ritmi tradizionali dei tamburi del Candomblé.
Augusto Omolú, ballerino e coreografo, di Salvador, Bahia, collabora
con l’ISTA (International School of Theatre Anthropology) dal 1994.
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