Scena Verticale
"KITSCH HAMLET"
commedia calabro-scespiriana
testo e regia Saverio La Ruina

In uno scenario apocalittico, tra cerimoniali kitsch e logori miti della società di massa, degrado ambientale e vuoto spirituale, Kitsch Hamlet mette a fuoco la realtà calabrese per riflettere sulla condizione sociale ed estetica del sud del mondo, discarica di detriti fisici, morali, televisivi e comportamentali della società dei consumi, spia macroscopica del malessere della società contemporanea.

La reggia di Elsinor lascia il posto al Lido Zulli, il regno del kitsch, un lido calabrese molto degradato. Lì, Amleto vive con la madre e uno zio cialtrone ex emigrante. Vi campeggiano un quadro su cui è dipinto il Mar Jonio e la Statua della Libertà che lo zio ha portato con sé dagli "steits" e posta di fronte allo Jonio "per cambiare un po’ di cose ‘nda ‘stu postu ‘i ‘mmerda: cominciare a guardare all’America". Dal dipinto (reperto di un mare e di una bellezza che furono?) cadono persistentemente gocce d’acqua sul pavimento. La madre si muove su una sedia a rotelle e ha delle ossessioni ricorrenti. Si tratta di un "regno" dove le identità sono continuamente minacciate e identificate con oggetti banali cui si attribuisce un valore enorme. Da qui la fragilità di tutti e gli aspetti tragici e comici a un tempo. Sullo sfondo del Lido, la popolazione è divisa sulla scelta del monumento da collocare in paese: Padre Pio o Che Guevara. La madre chiede ad Amleto di portarla a vedere il mare e lui la porta di fronte al quadro dello Jonio gocciolante. Convinta di respirare iodio, respira in realtà esalazioni di liquami tossici. Il mare sta arretrando e lo zio ha un progetto: cementificare, sfruttare lo spazio abbandonato dal mare per costruirvi parcheggi e ipermercati sullo stile americano. L’azione è scandita dalla durata del festival di San Remo. Intanto, lo zio organizza serate canore al lido con il suo idolo, Mino Reitano, bocciato al festival di San Remo "picchì non l’hanno capito, è troppu avanti". Si confrontano il pessimismo storico di Amleto e il positivismo popolare di Mino Reitano. Mentre uno spettro si aggira nel Lido, venuto per conto del padre morto di Amleto.