Una
donna sola
Nel chiuso di una cella
Fantasmi a farle compagnia…
Sette fantasmi…
Il pensiero degli occhi dei giudici…
Una deposizione pensata…
Provata…
Ossessivamente ripetuta…
Una sola “liberazione…
La pittura…
Ossessiva…
Occhi…
Colori forti e netti…
Sovrapposti…
Mischiati..
…E infine…
La deposizione…
Davanti agli occhi dei giudici…
Ma prima…
Il rito…
La vestizione…
Il trucco…
…
La “liberazione”!
“La Deposizione”
di Emilio Tadini ha esercitato su di noi un immediato fascino e ci ha
“costretto” ad interrogarci sulla vita in carcere.
Quali mezzi,
trucchi, strumenti ha un essere umano per sopravvivere in una condizione
che non gli è naturale? Come può salvare la propria mente
dalla follia?
Da queste
domande siamo partiti affrontando il testo, elaborandolo.
Non era
nostra intenzione dare una qualsiasi risposta, volevamo comunicare un
malessere, una visione, riportare nella società esseri che la
società ripudia, nasconde, finge che non esistano.