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2000 Viva gli sposi Le avanguardie hanno fatto di tutto per cancellare dalla scena il “testo”. La nuova drammaturgia costruisce frammenti. Si procede a strappi. A volte la struttura poetica delle “immagini” è sufficiente a colmare gli occhi e il cuore degli spettatori. Spesso, decisamente, no. Lo spettatore è allora sopraffatto dal desiderio di una storia, piccola, semplice, intellegibile, lineare. E l’attore? L’attore che non ha più punti di riferimento: un copione da studiare, un personaggio da interpretare? E questo assillante ritornello che nelle scuole di teatro non si insegna più a “recitare”, che i giovani attori non riescono più a dire una “battuta”, a costruire e gestire la caratterizzazione di un personaggio?. Tutto ciò e tanto altro merita una riflessione. Sicuramente. Ma lasciamola ai teorici, ai critici.. Io preferisco fare i conti con questa difficoltà, ahi noi, reale, sulle tavole del palcoscenico; li sopra sono pronto alla sfida.. Ringrazio con affetto il Centro R.A.T. che, con grande sensibilità e lungimiranza, ha dato a me, giovane regista, e a quattro giovani attori, ancora freschi di diploma, questa piccola grande opportunità. VIVA GLI SPOSI: e dopo la cerimonia, la commozione di parenti e amici, gli estenuanti festeggiamenti, nella giornata più importante della loro vita, una giovane coppia di sposi, finalmente soli, come tradizione vuole, con lei in braccio a lui, fanno ingresso in scena, nel loro nido d’amore, dove consumeranno la loro prima notte di nozze. |
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