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2000 Una famiglia molto unita La Provincia 20/03/2000 IN SCENA AL TEATRO DELL'ACQUARIO LA BORGHESIA ALL'ITALIANA "…è la messa in scena di tutti i meccanismi perversi di aggressione e di rivalsa metaforica, per tutte le sconfitte subite da un medio e mediocre padre di famiglia italiano. A fare le spese di tutte queste maligne proiezioni psicologiche è il figlio unico di questa coppia… messa in scena critica della condizione di abbandono ecologico…il regista, Gianfranco Quero, vuole porre l'accento all'ipocrisia secondo la quale a sporcare sono sempre gli altri… stessa ipocrisia nei valori propugnati dal padre che…non si pone problemi nel seviziare la moglie e il figlio ignorando le loro vere necessità e le loro aspirazioni. …lo spettacolo risulta notevolmente vivace, con un tempismo scenico davvero notevole e inserti dialogici molto divertenti, pur non volendo scatenare fragorose risate. …questa vibrante e curatissima messa in scena cosentina, nella quale i tre attori (Monica Rovito, Mario Massaro e Pino Gallo) hanno messo in atto le tecniche apprese nei corsi di recitazione del Centro R.A.T…" (Paolo Aita) Il Quotidiano 21/03/2000 L'IRONIA "CORROSIVA" DI NICOLAJ "…attraverso una mimica che gioca sulla ripetitività e sulla meccanicità di certi gesti, con la vivacità del dialogo e soprattutto con un uso della voce che riprende i toni macchiettistici della commedia all'italiana…il mito della famiglia perfetta e intaccabile all'esterno viene ridicolizzato, con uno spettacolo sempre godibile che mescola malinconia e assurdo offrendo spesso occasioni di riflessione, com'è caratteristico del teatro di Aldo Nicolaj…" (Laura Marano) Il Domani 21/03/2000 UN WEEKEND BUFFO PER UNA FAMIGLIA POCO UNITA "…la rappresentazione pur risentendo di un testo datato, attraverso alcune soluzioni registiche ha permesso e offerto anche altri chiavi di lettura dello spettacolo, grazie a piccoli accorgimenti scenici e una trasposizione più attuale dell'intera vicenda, con l'utilizzo di segni e simboli del nostro tempo. …la scena idilliaca di una baracca sul fiume diventa metaforicamente in questa versione una discarica, scenografata da Stefano Costabile. …esasperando ritmi e movenze, l'intreccio diventa un teatrino delle illusioni, artificioso e artificiale… …l'intera messinscena è caratterizzata da tempi compatti e burleschi, dove affiorano elementi di un teatro artefatto che rimanda alla commedia dell'arte o a un teatro demenziale e surreale avanguardistico del novecento… equilibrata la regia di Quero, dove mette in risalto soprattutto la costruzione recitativa a tutto tondo di queste maschere umane, finte in tutto e per tutto…" (Michele Pingitore) Centonove 24/03/2000 LA FAMIGLIA SECONDO QUERO "…Gianfranco Quero ce li mostra, nella scena costruita da Stefano Costabile, all'interno di una baracca tutta ovattata di plastica trasparente, quasi un'installazione pop… i dialoghi tra i tre sono grotteschi, assurdi a volte, come le loro acconciature e gli abiti cenciosi che indossano, disegnati per l'occasione da Antonella Carbone. Anche il loro parlare non è normale. Spesso sopra le righe, con voce di testa, stridula e acuta… il figlio (Pino Gallo) ha vent'anni e desidera una moto che mai gli verrà comprata… la madre (Monica Rovito)…svolge routinariamente le sue funzioni di donna tuttofare… il padre (Mario Massaro) è rispettoso di tutte le regole della società civile… un copione che stancherebbe chiunque, compresi questa madre e questo figlio che insieme architetteranno di mandare a quel paese il loro padre-padrone…ma anche il finale prevede ulteriori soluzioni… si potrà pensare che quanto architettato è solo una finzione, una messa in scena, solo teatro appunto e che la verità, pirandellianamente, è ciò che ognuno vorrà…" (Gigi Giacobbe) |
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