[ Chi Siamo ][ 2007][ C.I.F.A. ][ Produzioni ][ Stagioni Teatrali ][ Links ]
 
[Note dello spettacolo e Foto di scena] [Recensioni]

 
[foto]
[foto]
[foto]
[foto]
1990:
E la terra graffiò la luna


Il personaggio è mutuato da Lorca, è la Yerma protagonista di uno dei suoi drammi più poetici ed efficaci. Ma ci si limita al personaggio,né la trama né l'ambientazione interessano più: piuttosto e col senso ultimo dell'operazione lorchiana che si dialoga,con la necessità -impossibilità di un maternità,che,in questo caso, si allarga a considerare la significazione stessa di ogni possibile riproduzione  generazione, il discorso di necessità-impossibilità si radicalizza fino a rivolgersi alla stessa esistenza.

E la scelta di mantenere la femminilità di questa voce,di questo percorso di oppressione e di ribellione,non è casuale:se il discorso di Lorca si poneva in una posizione paleofemminista,in cui il desiderio della maternità veniva svuotato della sua "tradizionalità" e usato come rivendicazione della propria identità individuale,ora si considera un approccio postfemminista,in cui permane una diversità e un'autenticità della voce femminile,ma attraversa il tessuto della rivendicazione femminista pervenendo a un discorso particolarissimo ma insieme,potenzialmente, di tutte le donne e di tutti gli uomini.


In scena Yerma è dall'inizio alla fine,come a condurre un monologo insuperabile,assoluto:gli interventi degli altri personaggi sono dialoghi reali ma,insieme, soltanto episodi di quell'unico filo,di quel monologo.Il dispiegarsi dell'azione scenica di Yerma segue un orientamento a spirale,un pò come un'ossessione che,progressivamente,diventa follia.Il suo percorso psicologico segue tre momenti:un primo in cui ella spera;un secondo in cui agisce,o almeno tenta di agire, di realizzare le sue speranze;un terzo in cui,disillusa e insieme illuminata,cessa di inseguire il suo sogno e arriva a possederne uno più grande,diventa madre del suo destino.

A fungere da contraltare al suo viaggio della coscienza,in alcuni frangenti c'è Juan,abituato ad accettare con tranquillità la fatalità che pesa su lui e la sua compagna,compagna che non è più in grado di capire ma che continua ad amare,in altri c'è una donna che gioca un ruolo più aperto e insieme più misterioso,e insieme l'amica confidente,la maga il coro,ed evidenzia l'evoluzione della protagonista nel suo essere prima saggia complice, poi spiazzata spettatrice delle azioni di Yerma.Yerma è infinitamente umana,ma appare anche come una forza affascinante che lotta e si afferma.La scena incarna la luna,che è invisibile,attraveso la sua controfigura di carne,che è la terra.

.
da
Yerma di Garcia Lorca

di
Massimo Costabile e Francesco Dionesalvi

regia di
Massimo Costabile

con
Antonella Carbone,Massimo Costabile
Luciana Lusso Roveto

scene
Stefano Costabile

costumi
Antonella Carbone

musiche originali
Piero Scorpiniti

arrangiamenti
Piero Scorpiniti e Carmelo Labate

luci
Paolo Carbone

fonica
Giuseppe Canonaco

realizzazione scene
Giuseppe Canonaco,Paolo Carbone,Stefano Costabile

realizzazione costumi
Anna Adriani

foto di scena
Francesco De Rose

registrazioni e missaggi
Studio Kappa
.

[logo 1974]
                          
[torna su]
SEDE LEGALE e ORGANIZZATIVA: VIA GALLUPPI, 15/19- 87100 COSENZA (ITALY)
TEATRO DELL'ACQUARIO: VIA GALLUPI, 15 TEL. E FAX (0984) 73125
CENTRO INTERNAZIONALE FORMAZIONE DELLE ARTI: VIA G.ARGENTO, 12 Tel. e Fax (0984) 793702
E-MAIL: cratcs@tin.it