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1994:
Non seppellitemi vivo L'ARENA di Verona (26 aprile 1994) LORENZO, UN POETA TRA OSCURITA' E LUCE "...Abbiamo conosciuto il poeta Lorenzo Calogero. E la sua vita dolcemente maledetta, come di un fanciullo disperso tra l'esistenza e la poesia, l'oscurità e la luce. Abbiamo ascoltato il suo grido e la sua musica nello spettacolo del Centro R.A.T.. ...Il clima dello spettacolo è duro, i simboli e le persone della vita di Calogero, la madre, le donne e il fratello, sono accennate con pudore. Due poeti si muovono sulla scena: uno maniacale, rinchiuso in un cappotto e in un cappello kafkiani come dentro una camicia di forza, dalla quale pu~ liberarsi solo il pensiero e la fantasia. L'altro, mediterraneo, lento, quasi arso dal fuoco della parola e dal suono di essa..." LA CRONACA di Verona (25 aprile 1994) SEPPELLITO VIVO, DENTRO LA POESIA ...Sulla scena pochi ma essenziali elementi: un letto (la stasi), una scrivania (la frenetica creatività), una radio ( l'unico contatto con il mondo esterno). Nient'altro, eppure la vita del poeta, dentro queste quattro mura, agli occhi dello spettatore scorre e pulsa incredibilmente veloce e vitale, comprimendosi cos" tanto fino a scoppiare nel giorno della sua morte..." IL NUOVO VERONESE ( 23 aprile 1994) CALOGERO POETA MALEDETTO "...L'idea di raccontare la vita travagliata dell'uomo Calogero come un incastro di puzzle, mettendo insieme i pezzi di una esistenza tragicamente disgregata, in cui si alternano momenti di disperata lucidità e follia, si traduce sulla scena in uno sdoppiarsi del personaggio. Gianfranco Quero impersona il poeta nel suo ossessionante corrispondere e nell'incessante atto catartico della scrittura. Ne mette a nudo l'animo attraverso la poesia. A lui si alterna Dante De Rose nei panni ora di Calogero ora di suoi conoscenti e amici. La musica di Maurizio de Paola alla fisarmonica suggerisce quel senso di fragilità psichica che è proprio di chi, consapevole del proprio valore, si sente rifiutato, non capito..." INIZIATIVA (febbraio 1994) ALL'ACQUARIO "NON SEPPELLITEMI VIVO" "...La sofferta recitazione dei bravissimi interpreti, la sensibile regia, le luci, le musiche eseguite in scena con una dolcissima fisarmonica, la scenografia e i costumi, il testo, tutto un insieme curato, senza sbavature di sorta, ha dato al pubblico l'occasione per assaporare uno spettacolo di classe, originale, che merita di essere valorizzato e apprezzato..." L'INSERTO DI CALABRIA (2 Marzo 1994) CALOGERO, CHI ERA COSTUI? "...Significative le ricerche espressive registiche, a cominciare dalla scansione tramite radio degli eventi del tempo, e sul piano teatrale, delle indicazioni del tutto parallele ai moduli cinematografici per il montaggio incrociato, ad esempio, che permette allo spettatore di seguire più vicende conteporaneamente..." LA GAZZETTA DEL SUD (23 FEBBRAIO 1994) "NON SEPPELLITEMI VIVO" A COSENZA PER RIVALUTARE LORENZO CALOGERO "...Per fonte ispiratrice e canovaccio di massima alcuni versi di uno scrittore incompreso. Per scena un vecchio arredamento, in cui spiccano una vecchia radio, un piccolo scrittoio, qualche sedia, una branda cigolante, una fascina di sterpi da ardere, un ritratto di una persona cara e penzolante una cornice vuota.... Di facile lettura, anche per i più giovani, Non Seppellitemi vivo si rivela spettacolo in grado di suscitare interessamento e un atteggiamento nuovo verso questo poeta..." GIORNALE DI SICILIA (9 Aprile 1994) E' IL GRIDO DEL POETA DIMENTICATO "...L'azione coinvolgente, che partiva dall'idea di una memoria che si racconta svelando i processi di una lucida coscienza, è risolta, sul piano visivo, attraverso ritmi e clausole metriche che la regia di Antonante ha saputo concertare nei referenti della scenografia ricca di segni coerenti e creativi..." |
{
} . ![]() regia Antonello Antonante Intepreti Gianfranco Quero Dante De Rose Richi Falcone Maurizio De Paola Scene e Costumi Dora Ricca Luci Paolo Carbone Musiche Maurizio De Paola Foto di scena Francesco De Rose . ![]() |
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