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1992:
La lezione
Ionesco definì
la lezione un "drame comique".
E' senza dubbio molto divertente,ma è anche un dramma pessimistico e senza
speranza.
Dopo un 'ora di lezione, che un professore dà privatamente ad una sua allieva,esasperato
dalla sua stupidità, arriva ad esercitare su di lei il suo inconscio sadismo.Il
professore incalza, più nessuno ormai lo può fermare:preso dalla parola,ne
subisce il fascino nefando. Viene travolto dalla parola che minaccia e distrugge, dalla
parola che, priva di pensiero, conduce irresistibilmente al fanatismo e alla
violenza.
Il progressivo aumento di potere del professore deriva dal suo ruolo di
arbitrario dispensatore di significati; poichè le parole devono avere il
significato che egli decide di dare loro, l'allieva cade in suo potere;questo
processo trova la sua concreta espressione teatrale nella violenza e nell'assassinio.
Conservando tutto il "drammatico" e il "comico" dell'opera di Ionesco, lo
spettacolo è costruito come un balletto grottesco in cui si muovono i personaggi
deformati da una leggera "maschera animalesca", e così il professore diventa
un vecchio gufo che prepara la trappola in cui far cadere l'allieva, un
cinquettante uccellino. L'uso del grottesco ci permette di accentuare, deridendola,
ciò che Ionesco ci voleva mostrare con LA LEZIONE, una realtà ostile e assurda,
in cui è sempre più evidente la difficoltà di comunicazione attraverso il
linguaggio parlato e dove la parola può facilmente diventare uno strumento
di sopraffazione. |
![[locandina]](pb-lezg.gif)
di
Eugene Ionesco
con
Antonella Carbone
Lindo Nudo
Massimo Costabile
scene e costumi
Dora Ricca
regia
Massimo Costabile
luci e scene
Paolo Carbone
tecnico del suono
Giuseppe Canonaco
traduzione
Gian Renzo Morteo
foto di scena
Francesco De Rose
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![[logo 1974]](../../logo74.gif)
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