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[Note
dello spettacolo e Foto di scena] [Recensioni]
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KABARETT di e con Massimo Costabile L'attore è solo sulla scena. E' paragonabile ad un clown, per la comicità e la comunicativa che esprime, ma del clown non usa né il trucco né la maschera infarinata. Agisce al naturale e, come nella commedia dell'arte svolge il proprio ruolo di abile giocoliere passando da un personaggio all'altro, scherzando e ammiccando al pubblico. Un susseguirsi di azioni da baraccone che ci ricordano la primissima esperienza di Karl Valentin come clown girovago per i circhi della Germania. Le invenzioni rielaborate, sono per la maggior parte prese in prestito dal "Tingeltangel", e sviluppano uno dei temi preferiti dell'attore bavarese: Il gioco dei "Teatro nel Teatro". Lo spettacolo inizia, sfilano i personaggi: il prestigiatore, la cantante, il grande attore, l'artista ciclista; una serie di esperimenti falliti, di azioni spezzate, che danno la possibilità all'attore di evidenziare il piacere di recitare, il gusto di giocare allo scoperto con trucchi e convenzioni. La finzione governa tutto l'universo dello spettacolo. Il gioco è l'idea portante di tutta la rappresentazione, la sua logica interna porta inesorabilmente allo smascheramento dei proprio dispositivo e alla rottura di ogni identificazione attore-personaggio. |
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