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2000 Il belvedere Le avanguardie hanno fatto di tutto per cancellare dalla scena il òtestoî. La nuova drammaturgia costruisce frammenti. Si procede a strappi. A volte la struttura poetica delle òimmaginiî ² sufficiente a colmare gli occhi e il cuore degli spettatori. Spesso, decisamente, no. Lo spettatore ² allora sopraffatto dal desiderio di una storia, piccola, semplice, intellegibile, lineare. E lÍattore? LÍattore che non ha pið punti di riferimento: un copione da studiare, un personaggio da interpretare? E questo assillante ritornello che nelle scuole di teatro non si insegna pið a òrecitareî, che i giovani attori non riescono pið a dire una òbattutaî, a costruire e gestire la caratterizzazione di un personaggio? Tutto ci÷ e tanto altro merita una riflessione. Sicuramente. Ma lasciamola ai teorici, ai critici. Io preferisco fare i conti con questa difficoltà, ahi noi, reale, sulle tavole del palcoscenico; li sopra sono pronto alla sfida. Ringrazio con affetto il Centro R.A.T. che, con grande sensibilità e lungimiranza, ha dato a me, giovane regista, e a quattro giovani attori, ancora freschi di diploma, questa piccola grande opportunità. IL BELVEDERE: si apre il sipario ed ² subito dramma. Una donna ² sul parapetto di un fiume. La situazione ² chiara. Sta per compiere il gesto estremo: lanciarsi, gið, nel vuoto. Ma improvvisamente un urlo. Un uomo, entra in scena: òFerma! Ferma! Per lÍamor del cielo, cosa fa ?f |
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} . di Aldo Nicolaj con Marisa Casciaro e Paolo Mauro Regia e scene Lindo Nudo Costumi Antonella Carbone Luci Giuseppe Canonaco Fonica Eros Leale Scenotecnica Giuseppe Canonaco Eros Leale Giuseppe De Santis . ![]() |
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