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1979:
Giangurgolo in commedia
LA GAZZETTA
DEL MEZZOGIORNO
Giangurgolo
maschera calabrese all'abeliano
"...La ricostruzione stilistica ed acrobatica del canovaccio è eccellente
e ci consente di rivivere, dall'interno, l'artificio comico dei Comici dell'Arte.
C'è la tecnica dello straneamento, il discorso del teatro nel teatro (non
è una novità, ma qui approda ad un inversione dei ruoli che offre più di
uno spunto colto o anche solo di curiosità sul doppio della maschera e la
sua misteriosa finzionalità), c'è, modernissimo, il rallenti, stimolante
anche se lascia il pubblico sorpreso. Insomma una prova ottima, interessante,
divertente e simpatica.
Gli attori sono uno più bravo dell'altro con un Giangurgolo (Massimo Costabile)
che fa i salti mortali alla Pulcinella..."
Il MESSAGGERO DI ROMA
(06.05.1979)
Anatomia di una maschera
"...Colpisce anzitutto la puntigliosa concertazione di materiali eterogenei
trattati secondo i criteri dello straneamento come metodo di fondo che dall'astrazione
risalga alla pregnanza del fare teatro...Citazioni maccheroniche del signor
di Pourceaugnac di Moliere, squarci finemente surreali (bella la scena del
Pierrot sull'altalena), elementi fiabeschi e clownerie trovano fra di loro
coesione grazie anche agli interpreti che si impegnano con grande generosità
e valore: i nodi teorici e il lavoro di stilizzazione formale sono ragguardevoli,
così come abile è l'incrociato gioco delle luci e l'uso del colore..."
VITA
(08.05.1979)
Uno spaccone per bene
"...Giangurgolo è un capitano bugiardo e sognatore di ascendenza spagnola.
E' il simbolo della presunzione e della "spacconeria" borghese. Il suo servo,
Coviello, è invece la proiezione popolare del padrone, che dispone
anche di una schiettezza umana che lo rende istintivamente più simpatico.
Su questo livello caratteriale è costruito il discorso della contemporaneità,
del confronto col mondo teatrale moderno, Giangurgolo e Coviello si scambiano
le parti, ma si scoprono comunque legati al personaggio originario. La messinscena
curata da Nello Costabile si presenta scorrevole e interessante, oltre che
ricca di spunti molto divertenti..."
PAESE SERA
(09/05/1979)
Le stravaganze di un capitano
"...L'inizio è mogio.Poi la commedia si scioglie e ha momenti di grande
efficacia,di una teatralità corposa, grazie soprattutto a quello straordinario
attore che interpreta Giangurgolo. Dovreste vederlo,offre una prova eccellente
ed è effettivamente il perno dello spettacolo..."
L'UNITA'
(26/11/1978)
Capitan Giangurgolo in scena
"...E' nel montaggio dello spettacolo,fra lazzi ed artifici comici,che si
indovinano i segni di nuovi e diversi linguaggi,dove i richiami alla Commedia
francese settecentesca si fondono alla "clownerie" e ai richiami ai cartoni
animati, passando attraverso le poesie di Majakovski. Il tutto,,nel gioco,senza
uscire dai binari della commedia, ma forzandone i caratteri. Sarà così l'attore
che porterà la scena nella quale dovrà recitare esagerando al massimo l'artificio, mentre
la maschera,elemento caratteristico della commedia, è solo abbozzata,perde
ogni funzione originaria...
fra la convenzionalità forzata ed il reale,attraverso il rapporto dialettico
della poesia..."
LA NAZIONE
(20/02/1980)
Una maschera della Calabria
"...Lo spettacolo ha fornito un'immagine plausibile di questo personaggio
barocco, copia conforme di certi signorotti calabresi, sbruffoni, preoccupati
di imitare goffamente i gentiluomini spagnoli. Giangurgolo era attorniato
da altri personaggi classici dei canovacci: Rosaura e Leandro, gli innamorati
contrastati, Pasquale,versione partenopea di Pantalone, la servetta Franceschina, e, l'accattivante
Coviello, servitore saggio e strafottente in panni di clown.Tutti insieme
hanno riproposto un modello della commedia dell'arte con precisione e lodevole
impegno interpretativo (curata in special modo la gestualità)...
comicamente spontaneo da vera commedia dell'arte..."
IL DRAMMA
(Giugno 1979)
Giangurgolo in commedia
"...Dagli archivi sono stati tirati fuori molti documenti e, con un paziente
lavoro, il gruppo calabrese ha ricostruito temi e vicende fino a realizzare
questo gradevole spettacolo.Giangurgolo è l'emblema del fanfarone, sempre
disposto a indicare gesta eroiche che non compirà mai.Le sue avventure sono
appoggiate dal fedele servo Coviello che, con il suo acume, toglie il padrone
da molti impicci. Per raggiungere il lieto fine i due dovranno sopportare
diverse prove, disposti alee più stravaganti avventure, con colpi di scena
e gustosi momenti comici. Il gruppo calabrese ha portato in scena le avventure
di questa maschera con molta passione e con notevole rigore. Si deve riconoscere
il buon affiatamento che gioca in termini molto positivi alla resa dello
spettacolo..."
SIPARIO
(Febbraio 1979)
E il sud si muove
"...L'originalità del lavoro non consiste certamente nel recupero di una
maschera autenticamente calabrese,Giangurgolo, quanto nell'averne fatto
il tramite per uno studio sul linguaggio teatrale non privo peraltro di
reminiscenze brechtiane. Il testo si ispira direttamente ai canovacci d'epoca,
ma, all'interno, è pieno di contaminazioni varie: dalla Commedia dell'Arte,
al teatro da Fiera, alla drammaturgia di Moliere alle clownerie del teatro
di varietà,fino ad arrivare ai cartoni animati..."
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ovvero
le avventure di un comico dell'arte
Personaggi
Capitan Giangurgolo
Massimo Costabile
Coviello
Antonello Antonante
Don Pasquale
Gianni Leo
Isabella
Annick Bulckaen
Leandro
Francesco Gigliotti
Franceschina
Annamaria De Caro
Pierrot
Stefano Mazzitelli
Scene
Luigi Magli
Costumi
Dora Ricca
Regia
Nello Costabile
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