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1979:
Don Kitschiotte story
Paese Sera
(04-01 1980)
LA "DON KITSCHIOTTE STORY" TRA IL "FREDDO" E IL POPOLARE.
"... Due comicità s'intrecciano: l'una "popolare" del circo e dei saltimbanchi,
l'altra che affonda le radici nel "comico freddo" del teatro dell'assurdo
di Beckett. Il cavaliere errante che si muove nel mondo moderno dello spettacolo
di consumo (donde la trasformazione del nome di Don Chischiotte in Don Kitschiotte:
da kitsch-scandimento del gusto) diventa qui il simbolo della perdita sociale
del ruolo della poesia; cosÒ come lo scudiero Sancio Panza allude allo spirito
"popolare", alla poesia dei semplici non priva per÷ di saggia consapevolezza..."
La Nazione
(29-02 1980)
"DON KITSCHIOTTE STORY" ALL'HUMOR DIDE.
"... La versione scenica delle avventure dell'hidalgo della Mancia rappresenta
il pellegrinaggio del cavaliere della triste figura in cerca di un'autentica
realtà, fuori dai condizionamenti della società moderna, lontano dai meccanismi
laceranti del nostro mondo. In questo viaggio nella fantasia, attraversiamo
i luoghi dello spettacolo e dellÍillusione: ² il pretesto per un susseguirsi
di scene da teatro-varietà. Ecco qui il Tabarin, la Chicago anni ï20, i
piumini e le scale della Wandissima, ecc..., intanto il sognatore Don Chischiotte
(vestito come Buster Keaton) e lo scudiero Sancio continuano a camminare,
sempre pið convinti che solo nel regno dellÍimmaginazione si pu÷ trovare
la salvezza.î
LÍunità
(02-12 1979)
IL SIGNORE KITSCHIOTTE E SANCIO PANZA CONTRO LE PALE DEL... MOULIN ROUGE.
ò... lÍipotesi teatrale evocata da questa operazione, unÍipotesi di fare
teatro svolgendo i segni fondamentali dello stesso, nasce da un susseguirsi
ininterrotto di citazioni e di riferimenti ch evocano via via sulla scena
tutti i generi del cosidetto teatro òpopolareî. E cosÒ in una scenografia
scarna ed essenziale, (enormi teloni bianchi che si aprono e si richiudono
su drappeggi e scale che ricordano lÍavanspettacolo dÍaltri tempi) lÍosteria
dove il signor KITSCK-autonominatosi Don Chischiotte della Mancia - e il
suo fido scudierio incontrano i bravacci, diviene uno spassoso spaccato
di òCaf²-chantantî. LÍincontro e lo scontro successivi con i cavalieri si
trasformerà in una òcomica finaleî, tutta giocata sui ritmi e sui gesti,
lÍapparizione dei mulini a vento non sarà altro che unÍocchieggiante insegna
del Moulin Rouge, e infine la casa del Duca fornirà lÍoccasione per una
scena di un musical, il tutto condito da continue clownerie e richiami al
mondo del circo...î
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GRAN VARIETA'
IN DUE TEMPI
di
A. Costabile
e
A. Ponte libero
adattamento dall'opera
di Cervantes e Buigakov
Uno spettacolo
prodotto dalla
Cooperativa
CENTRO R.A.T.
Cosenza
e
realizzato da
Antonello Antonante
Annick Bulckaen
Antonella Carbone
Massimo Costabile
Annamarla De Caro
Francesco Gigliotti
Gianfranco Leo
Stefano Mazzitelli
Nello CostabILe
regia
Dora Ricca
scene e costumi
Anna Ponte
realizzati nei
laboratori del Centro
organizzazione Musiche
Piero Scorpiniti
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