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le recensioni originali |
Gazzetta del Sud
12 /01/ 2001
SHAKESPEARE PIACE AI
GIOVANISSIMI
Massimo Costabile compie una rilettura del dramma, riproponendo,
per intera, la magica alchimia di cui è intessuto il testo. E sempre
difficile, spiegare realmente perché le cose in teatro riescono,
ma senza dubbio merito di Costabile è stato quello di aver saputo
trattenersi sempre un punto più in qua del pedantismo pedagogico;
invece ha offerto spettacolo che va oltre il senso del puro intento divulgativo.
Ma al di là di questioni inerenti la struttura testuale, la riduzione
teatrale, ha catturato interesse e ha divertito i ragazzi grazie a un
giusto dosaggio di linguaggi teatrali diversi, come l'uso delle marionette;
l'intrusione sulla scena di attori-maschere (i bravi e puntuali Antonella
Carbone, Paolo Mauro, Mario Massaro), che non hanno mai rubato scena alle
marionette; e di una voce narrante didascalica che si è fatta grande
marionetta. Protagoniste assolute le bellissime marionette create dal
Teatro delle Rane di Reggio Calabria
(Marcello Gallo)
Teatro Rendano
Febbraio 2001
ROMEO E GIULIETTA
E se il teatro ritornasse all'espressività delle
marionette? E se queste provassero a rivestirsi della tragica umana passione,
divenendo esse stesse icone della liricità di Shakespeare? Ecco
cosa succede nella particolarissima versione di Romeo e Giulietta, adattata
e diretta da Massimo Costabile.La storia dell'odio tra i Capuleti e i
Montecchi funge da sfondo secondario, anche se viene sufficientemente
spiegata allo spettatore, a servizio di una vis narrativa che fa perno
sull'aspetto romantico della vicenda shakespeariana, con una Giulietta
(Antonella Carbone) sin troppo melliflua e per questo inedita ed un ottimo
Romeo (Mario Massaro), che accompagnano chi guarda all'interno di un giardino
i cui colori, sino alla fine, sono quelli dell'idillio, e stemperano la
tensione del dramma finale. Marionette e attori si alternano continuamente,
dissolvendo i confini tra umano e fittizio, e comunque sempre con mano
garbata e leggera.
Ben vengano dunque le riletture "per bambini" che peraltro finiscono
con il coinvolgere anche il pubblico nell'eterna messa in scena delle
passioni umane. (Cesare Orlando)
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