Compagnia Centro Rat
Cecè - La Patente
Note dello spettacolo-- Foto di scena - Recensioni


mercoledì 8 /giovedì 9 settembre 2004

Grande successo di pubblico per la piéce diretta da Massimo Costabile

CERISANO -Moltissima gente ieri sera alla presentazione di uno spettacolo di teatro classico. Le due novelle di Pirandello, Cecè e La patente, hanno avuto il favore del pubblico. Molti applausi e viva partecipazione per la piéce messa in scena grazie alla sapiente e delicata mano del regista, Massimo Costabile, elemento importante del Centro R.a.t di Cosenza. Ogni elemento scelto e messo in scena ha favorito il giusto stato d'animo dello spettatore attento, dalla musica di sottofondo, ai costumi, ed alle scenografie. Scoppiettanti e coinvolgenti i tre attori: Giovanni Turco, Marco Silani e Monica Rovito. Nel primo atto l'humor e la verve comica che il maestro Luigi aveva lasciato al testo scritto da custodire è venuta fuori magistralmente. Cecè con un imbroglio e grazie all'appoggio di un amico-vittima riesce a riavere le cambiali che aveva incautamente firmato per Nada, donna bella e facile, che lui aveva scommesso di riuscire a conquistare. L'azione ha per sfondo una Roma corrotta e teatro di loschi affari e interessi,spudorati.

Nel secondo atto la novella di Pirandello più divertente: La patente.
Rosario Chiarchiaro, noto iettatore, richiede al giudice di istruire un processo, in cui i suoi delatori vengano prosciolti. Lui è uno iettatore, e di questo vuole farne, il Chiarchiaro, una professione, desidera un titolo da esibire, e che gli consenta di sfamare la sua famiglia, visto che l'eco dei suoi soprannaturali poteri non ha lasciato loro "sangue nelle vene". Il protagonista della novella pirandelliana vuole così rivalersi su un mondo malvagio e indifferente che ha distrutto la sua vita insieme a quella della sua famiglia. Rosario mette a punto la strategia della capitalizzazione della iettatura! Reazione che lascia perplessi e che mette in evidenza un sentimento contraddittorio, da un lato il protagonista reagisce alla calunnia in una maniera positiva e propositiva, dall'altro mette in luce una disperata rassegnazione. Lo spettacolo al quale abbiamo assistito ieri sera è quello di un teatro che merita la T maiuscola.

(Barbara Costabile)