Estratti dalla Rassegna
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Una messa in scena de "L'avaro" collocata al di fuori del tempo, per sottolineare i difetti dell'uomo, indipendentemente dal momento storico in cui lo ha "fotografato" Molière... Un adattamento che, in circa un'ora e mezzo di spettacolo, offre tutta la gamma di sentimenti e pulsioni dell'animo, prendendo a pretesto la storia del vecchio Arpagone, dei suoi figli Elisa e Cleante e della girandola di umanità che gli ruota intorno per far sorridere e ridere dell'avidità e dei suoi meccanismi di annebbiamento. Un turbinio di amori, rancori, paure, gelosie, affidati alla capace interpretazione di attori tutti a proprio agio nella parte... (Anita Frugiuele) La Provincia Cosentina Una vera e propria attrazione
l’ha creata il teatro ove nessuna sedia è rimasta vuota
e gli attori hanno letteralmente soddisfatto le attese del pubblico.
Gli interpreti hanno dato davvero il massimo di sé da grandi
artisti quali sono…Gianfranco Quero ha interpretato il personaggio
di Arpagone, lungo tutta una serie di efficaci quanto applauditissime
mimiche, sapientemente calibrate a misura dell’animo dell’avaro…
...Arpagone (un bravo Gianfranco
Quero) è l'avaro che centralizza totalmente la scena e le azioni
in una sorta di girotondo ruotante quanto esilarante eppure gravido
di mestizia. Essenzialità di suppellettili , tre pareti sul palco
quali porte che servono a sveltire le entrate e uscite degli attori
in quel già detto gravitare intorno all'avaro, e una sedia che
somiglia ad un trono per il vecchio che si erge su tutti e tutto. Sicché
le scene corrono tutte assai rapide, quasi assordanti, somiglianto a
degli sketchs cinematografici e creano un effetto circolare come una
sorta di cappio che va a stringersi attorno al collo di Arpagone causa
ed effetto del tutto. La Gazzetta del Sud Una riduzione quella di Massimo Costabile godibile e fruibilissima. La storia d' Arpagone è davvero senza tempo e Massimo Costabile la proietta in un indefinito decennio d'inizio secolo scorso e in un luogo indefinito che però somiglia tantissimo, senza esserlo fisicamente, alla Napoli dei fratelli De Filippo. Lo spettacolo proietta il classico della Commedia dell ' Arte nei frizzi e nei lazzi di un copione riletto dalla "Macchietta". Non è un caso che Arpagone-Quero, si rivolge alla sua bella con il più classico dei "bellezza mia", al modo dei Fefè napoletani. Tutto molto di buon gusto. Senza strafare o eccedere. Il risultato è buono e il pubblico ha giustamente gradito. Bravi tutti gli interpreti, fra i quali è davvero difficile distinguere le eccellenze. (Marcello Gallo) Il Domani ..."L'avaro" di
Molière nella originale messa in scena realizzata dal Centro
Rat -Teatro dell 'acquario di Cosenza. Con "L:Avaro",
il Teatro stabile di innovazione della Calabria propone un
testo dai contenuti universali e di una assoluta modernità,
in cui si parla non solo di vizi capitali e di forti desideri quanto
anche di solitudine e di intrighi: tutti aspetti di una condizione
umana che non conosce i limiti né del tempo né della
storia... |