Estratti dalla Rassegna Stampa

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le recensioni originali


Il Quotidiano
25/08/03
"L'AVARO" DI MOLIERE
NELLA VERSIONE DEL CENTRO R.A.T.

Una messa in scena de "L'avaro" collocata al di fuori del tempo, per sottolineare i difetti dell'uomo, indipendentemente dal momento storico in cui lo ha "fotografato" Molière... Un adattamento che, in circa un'ora e mezzo di spettacolo, offre tutta la gamma di sentimenti e pulsioni dell'animo, prendendo a pretesto la storia del vecchio Arpagone, dei suoi figli Elisa e Cleante e della girandola di umanità che gli ruota intorno per far sorridere e ridere dell'avidità e dei suoi meccanismi di annebbiamento. Un turbinio di amori, rancori, paure, gelosie, affidati alla capace interpretazione di attori tutti a proprio agio nella parte... (Anita Frugiuele)

La Provincia Cosentina
08/09/03
AVARO, MA SIMPATICO

Il Festival delle Serre inaugura la sezione dedicata al Teatro.

Una vera e propria attrazione l’ha creata il teatro ove nessuna sedia è rimasta vuota e gli attori hanno letteralmente soddisfatto le attese del pubblico. Gli interpreti hanno dato davvero il massimo di sé da grandi artisti quali sono…Gianfranco Quero ha interpretato il personaggio di Arpagone, lungo tutta una serie di efficaci quanto applauditissime mimiche, sapientemente calibrate a misura dell’animo dell’avaro…
Una rappresentazione tragicomica di un Molière sapientemente interiorizzato dagli interpreti del Centro R.A.T. di Cosenza , dietro gli adattamenti e la regia di Massimo Costabile.
(Luigi Guido)

La Provincia Cosentina
02/12/03
IL FRENETICO GIROTONDO DELL'AVARO

...Arpagone (un bravo Gianfranco Quero) è l'avaro che centralizza totalmente la scena e le azioni in una sorta di girotondo ruotante quanto esilarante eppure gravido di mestizia. Essenzialità di suppellettili , tre pareti sul palco quali porte che servono a sveltire le entrate e uscite degli attori in quel già detto gravitare intorno all'avaro, e una sedia che somiglia ad un trono per il vecchio che si erge su tutti e tutto. Sicché le scene corrono tutte assai rapide, quasi assordanti, somiglianto a degli sketchs cinematografici e creano un effetto circolare come una sorta di cappio che va a stringersi attorno al collo di Arpagone causa ed effetto del tutto.
Tiene bene l'adattamento di Costabile nel riuscire a rendere la confusionarietà attraverso un sapiente miscuglio di sagacia e pungente ironia che ha sempre un bifrontismo dato dall'affermare una cosa che è l'esatto contrario di se stessa. Doppi registri, scambi di ruoli, metamorfosi di situazioni, lazzi e imbrogli catapultano lo spettatore in un oltre surreale, disordinato quanto interessante. E' il groviglio - che poi è pari pari alla realtà del mondo - il vero protagonista... (Antonietta Cozza)

La Gazzetta del Sud
02/12/03
SUCCESSO DE "L'AVARO" AL TEATRO DELL'ACQUARIO

Una riduzione quella di Massimo Costabile godibile e fruibilissima. La storia d' Arpagone è davvero senza tempo e Massimo Costabile la proietta in un indefinito decennio d'inizio secolo scorso e in un luogo indefinito che però somiglia tantissimo, senza esserlo fisicamente, alla Napoli dei fratelli De Filippo. Lo spettacolo proietta il classico della Commedia dell ' Arte nei frizzi e nei lazzi di un copione riletto dalla "Macchietta". Non è un caso che Arpagone-Quero, si rivolge alla sua bella con il più classico dei "bellezza mia", al modo dei Fefè napoletani. Tutto molto di buon gusto. Senza strafare o eccedere. Il risultato è buono e il pubblico ha giustamente gradito. Bravi tutti gli interpreti, fra i quali è davvero difficile distinguere le eccellenze. (Marcello Gallo)

Il Domani
18/01/04
IL TRAGICOMICO ARPAGONE

..."L'avaro" di Molière nella originale messa in scena realizzata dal Centro Rat -Teatro dell 'acquario di Cosenza. Con "L:Avaro", il Teatro stabile di innovazione della Calabria propone un testo dai contenuti universali e di una assoluta modernità, in cui si parla non solo di vizi capitali e di forti desideri quanto anche di solitudine e di intrighi: tutti aspetti di una condizione umana che non conosce i limiti né del tempo né della storia...
...L’adattamento di Massimo Costabile - che firma pure la regia è garanzia di una messinscena intensa ed originale, intelligentemente modulata sui toni di una comicità pungente ed amara. Per concezione e per realizzazione questo "Avaro" targato R.A.T. si presenta in definitiva come uno spettacolo moderno che, anche grazie ad un cast di ottimi interpreti -a cominciare da quel Gianfranco Quero attore assai conosciuto a Castrovillari e che ben incarna un teatro fatto di studio e rigore -, cerca di restituire al pubblico tutta la verve del grande drammaturgo francese.