
ALDO NICOLAJ
piemontese, nato nel 1920. Si laureato in Lettere
al rientro in Italia, dopo aver trascorso due anni in
un lager.
In America Latina, dove ha vissuto per un periodo, stato
direttore dell'Istituto di Cuultura Italiana di Guatemala
e lettore d'Italiano alla Università di San Carlos. Ha
vinto numerosi concorsi drammatici tra cui il Premio Bompiani
- Sipario e il Premio IDI - Piccolo di Milano.
Le sue opere sono tradotte e messe in scena ovunque: nel
1997 presso il Lincoln Center di New York ha ricevuto
il Premio della S.I.A.E. come l'autore pi rappresentato
all'estero.
Recentemente al suo teatro stato dedicato un corso tenuto
alla Columbia University.
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Il
teatro di
Aldo Nicolaj
IL MIO GIOCO E' IL TEATRO.
Sembra uno dei suoi personaggi, mentre parla. Spontaneamente ne
assume atteggiamenti, linguaggio, toni. Aldo Nicolaj, ottant'anni
portati allegramente, simpatico e profondo come ci che scrive,
racconta la sua vita in giro per il mondo, con e per il teatro.
La voce si modula abilmente, le pause sono pesate, il discorso
diretto preferito nel suo parlare partecipato. Lo ascolto, ed
già il piacere dello spettacolo. Mi convinco che sono le esperienze
vissute, molto pi della fantasia, a offrirgli spunti, storie
e caratteri. Con generosità snocciola una serie di aneddoti vivaci.
Suscita spesso ilarità, poich l'ironia prevale sull'amarezza
e sul dolore. "Il mio umorismo mi difende". Vince il suo primo
premio a ventisette anni, ma non pu ritirarlo perch non ha dimora
fissa e il postino non riesce a recapitargli l'avviso. Rintracciato
grazie a Salvatore Quasimodo, sbaglia giorno e i giurati premiano
un finto Nicolaj, "per non far vedere che non c'era l'autore".
Dal Guatemala, dove lavora all'ambasciata, sta per volare alla
volta di Milano, per il debutto di una sua opera. Tre giorni prima
della partenza scoppia la rivoluzione. "Cinque mesi senza notizie
dell'Italia n tanto meno della mia commedia". Sempre in Guaternala
il rapido incontro con Che Guevara. Un testo scelto da Paolo
Poli, che per l'autore n' interprete ideale. Il drammaturgo
invitato all'elegante "prima", ma c' silenzio in teatro: hanno
ammazzato Kennedy e non si va in scena. E' il suicidio rimandato
di un amico ad ispirargli una commedia mai rappresentata nel nostro
Paese, "La cipolla". In Italia Nicolaj rappresentato e conosciuto
poco, difficile reperire i suoi testi, nonostante abbia incrociato
grandi nomi (Borboni, Buazzelli, Stoppa, Calindri, Volonghi, Asti
... ) del Novecento teatrale e ne sia egli stesso parte qualificata.
Straordinario il successo all'estero. E chissà quanti soldi con
i diritti d'autore ... Racconta di averne ritirato un gruzzolo
in Romania: in tanti anni si erano accumulati. "Peccato - gli
fa subito notare il figlio - che con la svalutazione basteranno
appena per comprare un costume da bagno!" Ha scritto anche versi
per musica. Non sorprende sentire che il compositore morto prima
di scrivere l'opera. Il soldato Piccic bollato dalla censura
per il suo carattere anti-militarista. Franco Enriquez, per,
crede di poterlo ugualmente rappresentare. Nicolaj, fiero del
suo lavoro, va al Mercadante di Napoli. "Finalmente un grande
teatro", pensa. Arriva e lo trova circondato dalla polizia. "Accidenti,
ne hanno parlato talmente tanto che ci vuole la forza pubblica
per governare la folla di spettatori". Lo arrestano. Successivamente
dovrà eliminare tutti gli elementi contestati. "La mia commedia
non pi la mia commedia", commenta. Accetta le modifiche apportate
dai registi, non quelle imposte dai censori. Non si sente unico
proprietario delle sue parole. "E' sicuro, perci le lascia libere,
come un padre lascia liberi i figli adulti. E accoglie positivamente
le interpretazioni e le modifiche ai suoi testi" dice Walter Manfr,
regista di "Visita ai parenti", il lavoro, presentato alla Casa
delle Culture di Cosenza, ottenuto accostando diversi monologhi
(l'autore predilige questo genere, che gli offre molte possibilità
di scavo del personaggio). Lo spettacolo ha lasciato il segno
in chi l'ha seguito. Evento non eclatante ma silenzioso ed efficace,
ha fatto parlare di s. Capace di contribuire ad elevare il tenore
culturale di una comunità, in modo esteticamente convincente chiedeva
una riflessione su un tema inquietante: la malattia mentale e
il confine labile che separa normalità e follia.
Nicolaj fornisce ad attori e registi testi strutturati con precisione,
pronti per l'uso. "Il mio lavoro di artigianato", dice. " un
mestiere: deve venirne fuori qualcosa che funziona.
La letteratura un'altra cosa". Il suo teatro contemporaneo
che recupera a pieno titolo parola e dialogo, in un momento storico
in cui certa avanguardia li aveva o credeva di averli superati.
Cos il drammaturgo e la sua funzione riacquistano forza e prestigio.
Dall'agire e dal dialogare dei personaggi scaturisce lo svelarsi
di una realtà che una sorta di doppio di quella apparente. Il
pesante rovescio della medaglia che il buono - il bello - il giusto
e coloro che via via lo incarnano portano inscindibilmente in
s. Donne e uomini vivono rapporti complessi e articolati con
il circostante. Il loro intervento sulla realtà talvolta originale,
inconsueto e discutibile: favoriscono il suicidio, ad esempio,
oppure ricavano sapone, di cui si ha tanto bisogno, uccidendo
persone inutili. E' pur sempre un agire, un fare, un aprirsi all'esterno,
sebbene molto problematico.
Descritto sempre con semplicità e con comunicativa, senza annoiare
n annoiarsi mai. "Il teatro gioco", gli disse il padre quando
era bambino. "lo ho capito che mi piaceva", conclude lui. "Continuo
a farlo, anche ora che sono vecchio. Ed l'unico gioco con cui
posso divertirmi".
Pia Tucci (Teatro Rendano maggio 2000) |

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Programma
14 marzo
Centro R.A.T.
"Una
famiglia molto unita"
regia Ginfranco Quero
30 marzo
Centro R.A.T.
"Viva gli sposi
- Il Belvedere"
Regia Lindo Nudo
4 aprile
Comp.Florian

"Visita ai parenti"
Regia Walter Manfr
14 aprile
Centro R.A.T.
"L'altro"
Regia Massimo Costabile
...
Incontri con Aldo Nicolaj
13 aprile Casa delle Culture
14 aprile C.I.F.A.
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