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Stagione
Teatrale 1999/2000
novembre
26 - 27 ore 21.00
28
ore 18.00
CENTRO R.A.T.
"MEDEA "
da Euripide
di
Enzo Costabile
progetto e regia
Massimo Costabile
con:
Antonella Carbone,
Gianfranco Quero, Nunzio Scalercio,
Elvia Gregorace, Emilia Porco
Musiche
Mario Artese
installazione scenica
Salvatore Anelli
costumi
Antonella Carbone
disegno luci
Paolo Carbone
scenotecnica/gestione tecnica
Giuseppe Canonaco, Eros Leale
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Il
viaggio estremo, il viaggio al termine della notte. Tutto òdentroî,
senza alternative, fino allÍinferno ed oltre. Un viaggio pensato, sognato
e fissato per sempre nello specchio incandescente della memoria che
non accetta di rinnegarsi. Della vita che, per non soccombere, cancella
il futuro che la esclude con un estremo, inutile, devastante e disperato
sussulto. La Medea del poeta di Salamina, come un marmo greco, dopo
duemila e cinquecento anni, ² sempre la madre di tutte le vendette.
Quella di Corneille, la riscoperta del mito che non paga, mai, il prezzo
della sconfitta. Per Corrado Alvaro ² il canto della diversità irriducibile.
In questa nuova versione del dramma, Medea ² il òsognoî di Medea. Il
tempo che cerca disperatamente se stesso. La fine inesorabile ma, proprio
per questo, impossibile da accettare. Il sogno spietato, fatto ad occhi
aperti, scuoiato, scomposto e fatto a brandelli per non perdere uno
solo dei suoi sussulti infami. Una Medea che inchioda i suoi pensieri
ad uno ad uno sulla pelle. Una Medea che celebra la cerimonia della
messa a nudo di tutto ci÷ che nasconde, nei recessi pið inviolabili
perch³ òaccecanteÍÍ. Una Medea che, proprio perci÷, paga con la sconfitta
della passione per opera della ragione, sul piano personale, e con la
disfatta totale su quello òpoliticoÍÍ la rivendicazione del diritto
allÍidentità. Lo spettacolo ricostruisce le tappe di questo òviaggioÍÍ
allucinato. Intreccia parole e gesti, movimenti e pause, corpi ed ombre,
suoni e suggestioni Grazie a ci÷, detto e non detto, mostrato e nascosto,
tutto acquista rilievo e costruisce la tela fitta di una storia eterna
come sono eterni i sogni, le speranze e le paure degli uomini.
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