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1978: TOMMASO CAMPANELLA o dell'utopia mancante Sequenze di immagini, di suoni, di gesti, di materiali, che si sviluppano per associazioni, come in una composizione "poetica", come tentativo di esprimere, tramite la pretestuale figura di Campanella, le problematiche e le contraddizioni laceranti del vivere l'utopia, insita nel progetto di trasformazione della società. "Visionario" per definizione, Campanella verificò la sua utopia" sul terreno stesso della prassi" e della sua profonda conoscenza delle condizioni economico-politico-sociali del Mezzogiorno, confrontando, di volta in volta, il suo legame profondo con la vita della popolazioni meridionali, colto attraverso tutto il bagaglio di tradizioni, credenze, superstizioni, con lo sviluppo delle conoscenze scientifiche. Campanella, come problematica contemporanea della dialettica fra teoria e prassi, fra l'utopia" e progetto pratico di trasformazione, problematica che si muove per contraddizioni, ambiguità, "mancanza" di certezze. Uno spettacolo che si muove anche sulle contraddizioni odierno del "fare teatro", e su un confronto con il "popolare", vissuto come critica dell'uso puramente "folkloristico", che ne viene fatto, cioè sull'uso esclusivo delle strutture superficiale della comunicazione popolare. Critica che viene esercitata nella dialettica stessa dello spettacolo attraverso l'uso concreto dei mezzi: dai pupazzi, al corpo dell'attore, alla musica. |
. di Nello Costabile e Anna Ponte regia Nello Costabile con Antonello Antonante Albino Bifano Annick Bulchaen Massimo Costabile Annamaria De Caro FrancescoGigliotti Gianfranco Leo Dora Ricca maschere e pupazzi Massimo Costabile Dora Ricca musiche originali Piero Scorpiniti eseguite dal vivo da Cristina Bruni Piero Scorpiniti materiali scenici Antonello Antonante Albino Bifano . ![]() |
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