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Il sasso nello stagno


Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari.
Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. (…)
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni ed immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l'esperienza e la memoria, la fantasia e l'inconscio……………
Gianni Rodari

Queste parole di Rodari, sono tratte dal primo capitolo di un suo famosissimo saggio "La grammatica della fantasia" manifesto di un'intera generazione di pedagogisti, insegnanti, operatori per l'infanzia. Il testo è talmente bello e chiaro in tutti i suoi rimandi, che risultano inutili altre parole di approfondimento. Ma le intuizioni di Rodari, quando parla di creatività e di fantasia sono ancora valide?
Abituati come siamo a consumare tutto, probabilmente molte delle sue idee ed esperienze sono state incamerate e metabolizzate tanto da sembrarci scontate. Ma, per parlare all'infanzia di oggi non si può prescindere dalla sua opera, che è patrimonio di idee, fonte inesauribile di stimoli e di metodi.
E' dunque dal Sasso nello stagno che si parte per questo spettacolo che si rivolge ai ragazzi, ma che vuole parlare anche ai grandi.
Protagonisti di questo lavoro sono le Parole, i Segni, gli Oggetti, dove il senso, e l'uso sono frequentemente stravolti e reinventati.
Si è fatto un lavoro di collage, (operazione di conversione e disorientamento delle funzioni abituali e pertinenti degli oggetti ) prendendo a prestito perfino un testo di Tullio De Mauro, attraverso il quale si è imbastita una storia.
Lavorando visivamente per associazioni sull'opera di un altro grande pedagogista forse inconsapevole, come Bruno Munari, per approdare, infine a Paul Klee artista capace di rendere possibile l'identità tra segno e figura, parola e immagine, spazio pittorico e tempo musicale.

Questo spettacolo si inserisce nel progetto "La Musica delle Parole"promosso dal Centro Rodari per la Musica di Cosenza, dedicato al grande scrittore italiano, nell'ambito delle celebrazioni per i vent'anni dalla morte.

Tecniche utilizzate: teatro d'attore con musica, proiezioni, disegni animati, teatro delle ombre.

 
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Liberamente ispirato a
Rodari, De Mauro, Munari e Klee

di
Antonello Antonante e
Dora Ricca

con
Maurizio Stammati e
Stefania De Cola

regia di
Antonello Antonante
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