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Il
sasso nello stagno
Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. ( ) Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni ed immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l'esperienza e la memoria, la fantasia e l'inconscio Gianni Rodari Queste parole di Rodari, sono tratte dal primo capitolo di un suo famosissimo
saggio "La grammatica della fantasia" manifesto di un'intera generazione
di pedagogisti, insegnanti, operatori per l'infanzia. Il testo è talmente
bello e chiaro in tutti i suoi rimandi, che risultano inutili altre parole di
approfondimento. Ma le intuizioni di Rodari, quando parla di creatività
e di fantasia sono ancora valide? Questo spettacolo si inserisce nel progetto "La Musica delle Parole"promosso dal Centro Rodari per la Musica di Cosenza, dedicato al grande scrittore italiano, nell'ambito delle celebrazioni per i vent'anni dalla morte. Tecniche utilizzate: teatro d'attore con musica, proiezioni, disegni animati,
teatro delle ombre. |
. Liberamente ispirato a Rodari, De Mauro, Munari e Klee di Antonello Antonante e Dora Ricca con Maurizio Stammati e Stefania De Cola regia di Antonello Antonante . ![]() |
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