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1990:
Attrice C'è sempre uno scarto, fra la vita e il palcoscenico.Ma la bipartizione non è mai netta:i due piani si intrecciano, si condizionano.Vorrebbero fondersi, ma questa utopia felice non è mai realizzabile a un livello assoluto. Allora,andare a curiosare nello spazio abitativo e mentale dell'attrice vuol dire muoversi fra le maschere e verità sussurrate,fra souvenirs parlanti di vecchie scenografie e storie malcelate,con tanta voglia di essere urlate, di un vissuto femminile che è anche spaccato epocale, testimonianza generazionale. Per non parlare del resto.Del teatro che è un padre crudele,capace di magia e di illusione, di rimozioni e di tradimenti.Del gioco del giorno e della notte, dell'avvicendarsi delle stagioni ,della sua puntualità che è una spirale impazzita .Dell'immagine ,che incide il segno della nostra esistenza,che incessantemente ci sfugge.E di una radio ,di un disc-jockey che non vuole tacere, non vuole cambiar discorso,vuole urlarti nelle orecchie la sua ultima trasmissione... |
. progetto e regia Antonello Antonante con Giovanna Conti testi Antonello Antonante,Franco Dionesalvi,Mariagabriella Lanza allestimento spazio scenico Dora Ricca realizzazione scene Paolo Carbone foto di scena Francesco De Rose voce registrata Gianfranco Quero . ![]() |
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