Negli
ultimi anni abbiamo visto svilupparsi un processo che ha portato alla
dilatazione degli spazi teatrali, anche attraverso la lotta per il decentramento,
con il conseguente aumento del numero degli spettatori, degli spettacoli
e delle formazioni teatrali.
I
riflessi di questo processo incominciano a farsi sentire anche in Calabria,
dove la situazione teatrale si presenta, oggi, ricca di fermenti, in
cui però spesso prevalgono l'improvvisazione, e l'approssimazione,
frutto di una mancanza di progettualità culturale e di qualificazione
professionale. Non vi è chi non veda che il problema chiave del
teatro italiano è oggi quello della qualificazione degli strumenti
e dei meccanismi per assicurarne la crescita qualitativa, il salto di
qualità. In Calabria questo problema si pone preliminarmente,
in un territorio che non conosce, se non di riflesso, le vicissitudini
del teatro italiano del secondo dopoguerra.
Qui può essere sperimentato un nuovo rapporto fra lavoro teatrale
e situazione territoriale, come momento qualificante. In una nuova connotazione
di un teatro del territorio, nel territorio, per il territorio, il teatro
può qualificare la sua funzione solo come funzione di ricerca,
di diversa qualificazione, organicamente dialettica alla nuova committenza
che lo promuove.
Intervenire nella trasformazione del modo tradizionale di produzione
teatrale, e far sì che in Calabria, non si tentino vecchie operazioni
già de-qualificanti altrove, presuppone un'azione multipla e
a lungo termine, che coinvolga sia il livello della formazione e della
professionalità, sia la possibilità di allargare l'intervento
nell'aria territoriale, nonché la necessità di un confronto
con la cultura che il territorio ha espresso nel corso della sua storia
e che, oggi, sopravvive come momento folkloristico e subalterno.
Da qualche tempo la Cooperativa CENTRO R.A.T. sta lavorando ad un progetto
per la creazione in Calabria, di una struttura che possa rispondere
a queste esigenze: un Centro Regionale di Attività Teatrali.
Un tale Centro dovrà caratterizzarsi per la sua capacità
di penetrazione e d'intervento a livello regionale, promossa dagli Enti
Locali, di rapportarsi con le istituzioni scolastiche e culturali operanti
nel territorio, nonché con l'associazionismo democratico. La
creazione di un tale Centro che possa a livello regionale intervenire
nel processo di modificazione sia a livello politico che culturale,
della realtà del territorio, dovrà presentarsi come una
delle forze culturali trainanti nella situazione calabrese dove il peso
della degradazione sociale, i fenomeni di provincialismo e di clientelismo,
anche culturale, mortificano ogni stimolo rinnovatore.
Il
Centro Regionale di Attività Teatrali si pone come laboratorio
teatrale aperto, caratterizzato dall'interdisciplinarietà
degli apporti e dovrà operare a più livelli:
- a
livello pedagogico, con l'organizzazione di attività
di formazione, che possa essere un punto di riferimento importante
per la qualificazione degli operatori teatrali calabresi;
-
a
livello della ricerca drammaturgica, che dovrà sviluppare
nella pratica concreta del "fare teatro", una sperimentazione di
linguaggi e di forme, ma anche un confronto con le tradizioni culturali
del territorio. Il livello qualificante di tale ricerca consisterà,
secondo noi, nella sua capacità di rapportarsi immediatamente
con il livello raggiunto nel campo nazionale e internazionale;
-
a
livello della documentazione, con l'elaborazione dei dati emergenti
dall'acquisizione degli elementi di conoscenza del territorio: dalla
sua composizione sociale alle sue tradizioni di spettacolo popolare,
etc.;
-
a
livello della programmazione e della promozione culturale, con
l'organizzazione di momenti di incontro, di manifestazioni, scambi
di lavoro, etc.., che coinvolgano il territorio a livello regionale.
Tali attività dovranno rapportarsi e inserirsi nella programmazione
teatrale regionale promossa dagli Enti locali.
-
Un
Centro di tale natura dovrà esprimere un livello universitario
di formazione e qualificazione, e deve articolarsi sul piano scientifico
e didattico in modo da inserirsi adeguatamente ai livelli più
qualificanti (e qualificati) della ricerca teatrale contemporanea
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