Nasce da un'esigenza avvertita e urgente
fra gli operatori teatrali meridionali: quella di avere un punto di
riferimento che offra loro una serie di servizi informativi, e anche
di elementi per una ricognizione critica, sì da orientarsi nell'ambito
delle ricerche e delle operazioni sul teatro inteso sia come entità
architettonica, sia come attività politico-culturale, sia come
produzione drammaturgica.
In
questo campo molte energie si profondono, ma sovente scadente è
l'adeguatezza metodologica, approssimativi e presuntuosi gli approcci,
e insufficienti sono gli strumenti di cui si riesce a disporre: per
quanto finanziato possa essere, il teatro meridionale rimane dilettantistico
finché non si appropria di una metodologia adeguata, di una deontologia
professionale rigorosa, di una severità nella ricerca. Ecco dunque
la grande importanza di un Centro Studi. Ed ecco le finalità
del Centro Studi: riscattare il teatro meridionale dalla sua generale
vocazione all'estro istrionico e all'improvvisazione goliardica, razionalizzare
quelle energie e vitalizzarle di strumenti e conoscenze adeguate; ma
anche, di concerto con le Università dell'Italia Meridionale,
recuperare agli studi "colti" sul teatro tanto materiale, di strada
o emarginato, che merita un posto nella letteratura, e che finora non
è potuto arrivare sulle scrivanie, nella considerazione dei tre-quattro
critici che contano, che dettano la storia del teatro in Italia. Quanto
alla metodologia, il Centro Studi perseguirà due strade, una
sociologica, una storico-letteraria. Avvierà un lavoro di ricognizione,
analisi, catalogazione di tutto quanto si muove nell'ambito teatrale
in Italia. Approfondendo i diversi generi, le varie forme dell'espressione
teatrale contemporanea, verranno presi in considerazione tutti i gruppi,
dai più importanti agli emergenti, dai gruppi tradizionali consacrati
alle realtà della sperimentazione, per fornire non un elenco,
ma una pista, un tracciato, una guida ragionata a quanti vogliono rapportarsi,
vogliano fruire di questa realtà. E un lavoro di questo tipo
in Italia meridionale non è mai stato avviato. Sempre sul fronte
sociologico, si prenderanno successivamente in considerazione i fruitori
del teatro, gli spettatori, attuali e potenziali. Per fornire agli operatori
del settore una serie di informazioni che, finora, si sono raramente
preoccupati di possedere, e la cui mancanza ha favorito la realizzazione
di programmazioni inopportune, lacunose, incomprese dal pubblico. Capire
che va a teatro e perché significa non soltanto correggere il
tiro nelle programmazioni, ma anche lavorare per tracciare delle linee
di politica culturale, per decidere come operare per una qualificazione
e una maturazione della domanda di teatro. Sul fronte storico-letterario,
si svolgerà un ricognizione, quanto possibile accurata, della
drammaturgia calabrese. E ancora una volta ci si muoverà su un
doppio binario: da un lato catalogare quanto è stato raccolto,
sì da poter disporre di un panorama completo dell'esistente;
dall'altro discernere, analizzare, approfondire: identificare e dipanare
le coordinate caratterizzanti del lavoro dei drammaturghi calabresi
nel tempo. Ma, fuori da una logica a compartimenti stagni, il Centro
Studi non si limiterà il suo raggio d'azione al teatro: partirà
da esso, ma andrà a considerare la musica, la danza, la letteratura;
e si doterà degli strumenti, dalla sala lettura alla biblioteca,
dalla videoteca allo schedario computerizzato, più consoni a
consentire, sia allo studioso che all'operatore teatrale, quell'approfondimento
che fin qui ha potuto solo ipotizzare, ma sempre rinunciare a realizzare.
(Il
Centro Studi nasce nel 1987 e ha sede nella SALA JULIAN BECK in Via
Montegrappa - Cosenza. E' attivo fino al 1991)