L'iniziativa
ha lo scopo di mettere a frutto le esperienze di ricerca teatrale, cinematografica
e audiovisiva e di portarle a livello delle varie comunità sociali
per un'informazione diretta e non manipolata. Il
Playcentro ha iniziato la sua attività aprendo un primo punto
diriferimento nella zona vecchia della città. La scelta è
dovuta, soprattutto, alla stratificazione sociale degli abitanti dei
vecchi quartieri che li rendono veri e propri ghetti (sottoproletariato
tipico di certe vecchie città, proletariato molto disgregato,
artigiani, piccola borghesia povera, e abitanti definibili come "declassati")
completa mancanza di servizi sociali più elementari, nonché
assenza assoluta di strutture culturali di base. Il Playcentro nasce
dall'incontro-scontro dei numerosi tentativi ed esperienze (dalla ricerca
teatrale, cinematografica, quella sugli audiovisivi) che in questi ultimi
anni, in particolare, hanno posto le basi di strutture alternative per
un'informazione diretta e non manipolata. Nella prima fase del suo intervento,
il Playcentro non si pone ancora come struttura, ma come proposta di
lavoro, di incontro-scontro, nello specifico calabrese. Tende così
ad un lavoro di stimolo di unificazione delle iniziative di base autonomamente
gestite, di conquista di spazi operativi all'interno del tessuto urbano
ed extra urbano.L'intervento del Playcentro parte dal presupposto che
rovesciare soltanto i contenuti non sposta il peso decisivo delle strutture
esistenti; non si rimette in discussione la forma dell'informazione
imposta rispondendo, per esempio, ad un programma televisivo reazionario
con uno di sinistra.
L'operazione urgente consiste nel portare a livello delle varie comunità
sociali, i diversi mezzi di comunicazione in modo che vengano gestiti
direttamente da chi vive nelle diverse situazioni, per poter verificare
non solo ogni circostanza che li concerne, ma anche gli stessi mezzi
d'informazione contro la pretesa di gruppi esterni di mediare e manipolare
mezzi e contenuti. L'esperienza di questi ultimi anni conferma che non
esistono mezzi di informazione superati, e che, quel che importa l'impiego
organico di qualsiasi strumento potenziale d'informazione alternativa
e il coordinamento di questi mezzi. Per questa prima fase dell'intervento
è stata aperta una saletta per cinema, teatro, musica ed audiovisivi
che, anche se chiaramente insufficiente ad un intervento organico, permette,
intanto, di coagulare una serie di forze del quartiere e non, investiti
dall'intervento. L'attività della prima fase consiste in:
* Cicli di proiezioni di films, videotapes, montaggi audiovisivi;
* Concerti ed interventi musicali;
* Interventi di gruppi teatrali;
* Costruzione di interventi teatrali e musicali, prodotti direttamente
dal Centro;
* Costituzione di un gruppo di animazione con i bambini
del quartiere;
* Intermedia.
L'intervento
diretto nel quartiere crea un incontro scontro tra la proposta-stimolo
del Playcentro e il quartiere, con le sue egemonie già fissate
da tempo. Nasce così la possibilità di una ricerca di
un linguaggio non istituzionalizzato, che viene continuamente messo
in discussione, criticato, ricostituendo in una nuova dimensione il
cerimoniale della festa.
La
produzione autonoma di materiali di lavoro è assicurata, per
il momento, dall'equipe del Workshop - Laboratorio Permanente di Ricerca
Teatrale, il quale oltre alla sua attività di Teatro-Laboratorio,
opera anche come gruppo di animazione con i bambini del quartiere. In
questo momento sta valutando, inoltre, la possibilità di produzione
autonoma di films, videotapes e audiovisivi. In conclusione il Playcentro
si caratterizza in generale come proposta di lavoro con tutti gli organismi
di base preesistenti nell'area urbana ed extra-urbana, nonché
dalla possibilità di creare strutture alternative, presentandosi
già come un primo nucleo autogestito.