Era una
sera fredda e ventosa del dicembre del 1978, lo spettacolo "Un attore
nel camerino di Petrolini" era appena nato, che decidemmo io e la mia
compagna Laura, attrice, costumista, amministratrice e quant'altro,
di fargli muovere i primi passi.
Complici
Antonello Antonante e Massimo Costabile, oggi direttori artistici del
Teatro dell'Acquario, i quali ci allettarono molto con l'idea di ospitare
lo spettacolo sotto una tenda da circo. Ancora oggi sono convinto che
è sicuramente il contenitore ideale per spettacoli su Petrolini.
Dicevo che la serata era molto ventosa…
Sapete quel vento che fa volare le tegole dai tetti e inchinare gli
alberi fino ai tuoi piedi.
Nonostante ciò, quasi cento cittadini di Cosenza sfidarono il
freddo e quel vento, per vedere uno sconosciuto attore recitare Petrolini.
Tutto stava filando liscio, le battute di Gastone, Giggi er bullo, Nerone
arrivavano dritte al cuore degli spettatori.
Incuranti e per nulla intimoriti da quel vento forte, che non riusciva
però a coprire risate ed applausi.
Ma ecco che ad un tratto, successe qualcosa che rimarrà per sempre
impresso nella mia memoria:
quel vento invidioso soffiò con tutta la forza che possedeva
nei polmoni, nel tentativo di sradicare i pali, un sinistro scricchiolio
ci avvertì che la tenda stava per prendere il volo, quando, proprio
nel momento in cui iniziava la fase di decollo, avvenne il miracolo
- il famoso "coinvolgimento del pubblico"- uomini e donne, piccoli e
grandi, ufficiali e truppa, si attaccarono a grappoli ai pali e alle
corde di quella che sembrava una mongolfiera impazzita, senza smettere
di ridere del "grande Ettore", fino alla fine dello spettacolo.
Fu un grande successo. Senza applausi - le mani erano impegnate a trattenere
i pali e le corde
Sono passati anni e anni di pratica e di mestiere, uno spettacolo dietro
l'altro, un testo dopo l'altro, un paese dopo l'altro
- tanti visi, gesti, sorrisi, suoni, luci, sofferenze e gioie, ma non
dimenticherò mai il duello con quel vento di Cosenza.
Quella sera la tenda non volò, ma, lentamente e inesorabilmente,
si afflosciò, coprendo come un grande lenzuolo gli scenari,costumi,
trucchi e luci dello spettacolo.