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SEGATURA

Note dello spettacolo -- Foto di scena -- Recensioni

regia
Antonello Antonante

con
Maurizio Stammati
Attore/Musicista
Stefania de Cola
attrice
Salvatore Vercellino

Musicista

scenografia/ombre
pupazzi e animazione
Dora Ricca

gestione tecnica
Giuseppe Canonaco
Eros Leale

anno
2003


Il Teatro rende omaggio al Circo.
Non cavallerizzi o giocolieri ma attori, semplici attori, con la loro sensibilità e umanità per parlare di artisti carichi come loro di poesia. Non lustrini e grandi piste alla Barnum, non abilità atletiche sorprendenti, non mille luci e grandiosità "all'americana" ma il tentativo di ricreare una suggestione poetica. Una magia, l'immagine forse un po' malinconica ma vera, stramaledettamente vera, del piccolo circo di periferia, di quei tendoni colorati, un po' sbiaditi che ognuno di noi ha incontrato sulle spiagge deserte o assolate. Il tentativo di far sentire il profumo della segatura sulla terra. Con la voglia di mettere in risalto quello che accomuna il mondo del teatro al mondo del circo: l'amore per il proprio mestiere.


Nel circo corre un'aria di mattatoio, vi sono la follia, le esperienze terrorizzanti, eppure il tendone, quell'odore di bestie, hanno per me qualcosa di familiare. La minaccia della morte, le emozioni di simili spettacoli si riallacciano certamente alle esperienze dell'antico circo massimo. C'è il sangue in mezzo alla segatura. L'arrivo del Circo di notte, la prima volta che lo vidi, da bambino, ebbe il carattere di un'apparizione. Questa specie di mongolfiera, preceduta da niente: la sera prima non c'era, la mattina era là davanti a casa mia. Il Circo non è solo uno spettacolo: è una esperienza di vita.
E' un modo di viaggiare nella propria vita. (Federico Fellini)