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Il Teatro rende omaggio al Circo.
Non cavallerizzi o giocolieri ma attori, semplici attori, con la
loro sensibilità e umanità per parlare di artisti
carichi come loro di poesia. Non lustrini e grandi piste alla Barnum,
non abilità atletiche sorprendenti, non mille luci e grandiosità
"all'americana" ma il tentativo di ricreare una suggestione poetica.
Una magia, l'immagine forse un po' malinconica ma vera, stramaledettamente
vera, del piccolo circo di periferia, di quei tendoni colorati,
un po' sbiaditi che ognuno di noi ha incontrato sulle spiagge deserte
o assolate. Il tentativo di far sentire il profumo della segatura
sulla terra. Con la voglia di mettere in risalto quello che accomuna
il mondo del teatro al mondo del circo: l'amore per il proprio mestiere.
Nel circo corre un'aria di mattatoio, vi sono la follia,
le esperienze terrorizzanti, eppure il tendone, quell'odore di bestie,
hanno per me qualcosa di familiare. La minaccia della morte, le
emozioni di simili spettacoli si riallacciano certamente alle esperienze
dell'antico circo massimo. C'è il sangue in mezzo alla segatura.
L'arrivo del Circo di notte, la prima volta che lo vidi, da bambino,
ebbe il carattere di un'apparizione. Questa specie di mongolfiera,
preceduta da niente: la sera prima non c'era, la mattina era là
davanti a casa mia. Il Circo non è solo uno spettacolo: è
una esperienza di vita.
E' un modo di viaggiare nella propria vita. (Federico Fellini)
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