Racconto
per musica, parole, pupazzi ed ombre, sulla storia della principessa
Russumilillu
Russumilillu,
in dialetto calabrese significa piccola mela rossa, ed è
il nome della nostra protagonista, una fanciulla astuta e ardita,
che travestendosi da cavaliere riesce a compiere imprese, dove
tanti altri hanno fallito - artificio che sovverte il topos del
maschio-eroe.
Questo racconto, anzi questa "rumanza" appartiene alla
cultura popolare calabrese, raccolta e trascritta da Pasquale
Rossi. Attraverso la fiaba e le avventure della sua audace protagonista,
si propongono ai più piccoli, le atmosfere incantate dell'oriente
diventando un valido strumento di promozione e di fruizione della
cultura musicale popolare.
Il commento musicale infatti consente un primo spontaneo approccio
al linguaggio musicale, ed alla scoperta di repertorio e di strumenti
musicali come la chitarra battente, la zampogna, la pipita, la
tammorra, la lira calabrese, l'organetto ecc.
Il teatro di figura, per le sue capacità evocative, accompagna
la narrazione in tutte le atmosfere del racconto. I personaggi
sono prima marionette, poi marionette/ombra, suono, canto, parola
e poi ancora marionette.
Il tema dell'oriente, del mito della terra orientale come luogo
di conoscenza e di saggezza, è un tema quanto mai attuale,
testimonia di una storia antica particolarmente felice, quando
gli scambi con l'oriente rappresentavano elementi di ricchezza
culturale, oltre che economica.
I percorsi narrativi, quello musicale, quello visivo e quello
della parola, sviluppano cammini paralleli e complementari, a
volte si separano e a volte si intersecano.
E, anche se il racconto, la narrazione non appartengono più
al quotidiano dei nostri bambini, la fascinazione e l'incanto
emergono prepotentemente ogni qualvolta si prova a "raccontare",
con le parole, con le immagini o i suoni.