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MALALUNA

Note dello spettacolo -- Foto di scena -- Recensioni


EDIZIONE DELLA SERA
Martedì 23 novembre 2004

QUERO E LA MALALUNA DI PIRANDELLIANA MEMORIA

"…a suo perfetto agio da solo sulla scena, circondato da presenze irreali che si rincorrono in una giostra in cui si posiziona centralmente, l'attore protagonista caratterizza un personaggio chiave del teatro e della letteratura italiana del XX secolo. Forse l'opera di Pirandello è stata lo spunto per una riflessione più ampia, sulla vita e sul teatro stesso, attraverso le voci di due altri grandi protagonisti della scena italiana, Gassman ed Eduardo, in un finale che si chiude a sorpresa, con la voce di…"
(Franca Ferrami)

IL QUOTIDIANO
Martedì 23 novembre 2004

INTENSO PIRANDELLO ALL'ACQUARIO

"…frammenti di opere, nomi, luoghi, sentimenti trovano ciascuno giusta collocazione in un ampio quadro. Il monologo - retto con professionalità solida da Gianfranco quero- si presenta come un patchwork. Si lascia osservare in ogni singolo tassello, diverso dagli altri, e poi ripensare nella sua interezza, come formidabile ritratto, rispettoso del vero e insieme originale….Due poltroncine, un cappello, quello dello scrittore nelle fotografie, una finestra diaframma con un mondo sonoro lontano nel tempo e profondo nell'intimo. Quand'è aperta rimanda sugli spettatori le cicale delle notti siciliane e il profumo dell'estate…ma anche Eduardo, come fosse nascosto tra le quinte…uno nessuno e centomila…Enrico IV, Liolà, Cotrone…appaiono luminosi e netti per poi scomparire risucchiati nel buio…"
(Pia Tucci)

GAZZETTA DEL SUD
Martedì 23 novembre 2004

NELLE OPERE DI PIRANDELLO FRAMMENTI DI VITA

"Gran prova d'attore per Gianfranco Quero che… interpreta e racconta un monologo nel quale personaggi e vita di Pirandello finiscono per intrecciarsi e non trovano confine.
…come in un flusso mentale, i Pupi creati dalla penna di Pirandello si rincorrono e si intrecciano con persone, familiari, famiglie, che hanno costellato la giornata del giovane, del maturo e del vecchio grande autore siciliano.
La forma, felice, è quella del racconto "parlato", con divagazioni, deviazioni, digressioni continue…
In questo "pout porri", Antonante non declama, non omaggia, solamente un gigante del nostro meridione, ce lo presenta nella veste, forse a lui più vicina: quella dell'artigiano. Antonante ci mostra un Pirandello che scrive per sfuggire alle ossessioni (essere "un figlio cangiato" per esempio), un elemento di cura alla crisi d'identità sua e della cultura del secolo entrante…"
(Marcello Gallo)

LA PROVINCIA
Mercoledì 24 novembre 2004-11-30

"….non conoscere la drammaturgia pirandelliana non mortifica l'intellegibilità di uno spettacolo che, pur dotato di un sostrato oceanico, ha esiti testuali immediati, apprendibili d'acchito, cifre dotate di una franca valenza pedagogica…con Malaluna si viene a raccontarci la Sicilia reale insieme a quella teatrale…Quero narra e recita…la finestra sembra l'unico contatto che l'uomo Pirandello ha con il mondo esterno. La sua frammentata apertura…lascia entrare in quella angusta stanza scorci di vita quotidiana oppure parole…basta chiuderla e tutto ricomincia nell'universo chiuso e tuttavia mai soffocante del folle drammaturgo".
(Luigi Guido)

IL QUOTIDIANO
Venerdì 26 novembre 2004

VORAGINE DI SENSO E DI BELLEZZA
"… Quero ha catturato la platea con una passione recitativa che a momenti traboccava direttamente sugli spettatori…grazie alla regia coraggiosa di Antonante che è riuscito a trasferire nei gesti dell'attore e nell'azione complessiva teatrale una raffinata intuizione…"      (Massimo Cosentini)