Note
dello spettacolo -- Foto di scena -- Recensioni
Progetto e regia
Antonello Antonante
con
Emilia Brandi
Assistente alla regia
Maria Scalese
Impianto scenico e costume
Dora Ricca
Luci, fonica e scenotecnica
Giuseppe Canonico e Eros Leale
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A sala
illuminata, in un taglio di sipario si intravede camminare una figura
femminile, che va disegnando una spirale su un cerchio instabile,
tra i riflessi di luce e i versi del poeta che ritraggono figure
di donne mitiche.
Le voci divengono sempre più umane. Divengono racconto di
vissuti tragici, testimonianze d’amore, di soprusi e incomprensioni.
Emerge la figura di una moglie tradita con la poesia, la moglie
del poeta.
Nel percorso di indagine, la voce di Gemma Donati si è imposta
da sola a metà del lavoro intrapreso. Ha incominciato a profilarsi
il suo ruolo di portavoce del vissuto umano delle figure femminili
della Commedia dantesca, fino ad acquisire un carattere a-temporale
e collettivo. Testimone del passato, testimone della modernità,
testimone di sé stessa.
Questo studio, per quanto avanzato, si presenta come un insieme
di piccoli nuclei, che intrecciano racconto in versi dei personaggi
e racconto umano di Gemma Donati.
Ancora frammentario, questo studio è il frutto di un lavoro
collettivo sviluppatosi su più livelli: dalla documentazione
storico/iconografica all’improvvisazione, dalla tensione didattica
al tentativo di individuare e proporre la modernità dell’universo
umano femminile della Divina Commedia.
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